L’ombudsmanm, il difensore civico nazionale ha chiesto alle autorità olandesi e soprattutto alla polizia di ridurre le restrizioni imposte a cortei e manifestazioni, affermando che il diritto di manifestare nei Paesi Bassi è a rischio.

Secondo Reinier van Zutphen le autorità vogliono andare sul sicuro, evitando focolai di tensione, ma l’idea di voler mantenere l’ordine finisce per sacrificare il diritto al dissenso che ricorda il rapporto, è sancito dalla Costituzione olandese e dai trattati a difesa dei diritti umani.

La polizia e le autorità locali devono mantenere l’ordine pubblico ma allo stesso tempo garantire il diritto di manifestare ma quest’ultimo, secondo l’Ombudsman, è prioritario rispetto al primo.

Esempi di manifestazioni vietate o limitate senza  un valido motivo sono quelle di Pegida a Groningen e quelle anti-Zwarte Piet a Maasluis nel 2016 e a Dokkum l’anno scorso. “Le autorità dovrebbero fare del loro meglio per facilitare e proteggere le manifestazioni, garantendo cosi a tutti il diritto di esprimersi”, ha detto Van Zutphen.