Il fatto che il vaiolo delle scimmie, l’infezione che si è diffusa negli ultimi tempi e che sta destando molta preoccupazione, si sia propagato in larga parte attraverso rapporti sessuali tra uomini è a grave rischio di stigmatizzazione per la comunità gay.

L’ex direttore del centro per lo studio della  diffusione delle malattie infettive di RIVM, Roel Coutinho, ha esplicitamente richiesto durante il programma Nieuwsuur che il Pride Amsterdam non vada avanti per evitare possibilità di contagi.

Alcuni media olandesi, tra i quali NU [che vuole con questo articolo di opinione, riaggiustare il tiro n.d.r.] si sono spinti di stilare un elenco di eventi del prossimo Pride che potrebbero rappresentare un rischio.

Tutto ciò, rappresenta una stereotipizzazione eccessiva e rischia di stigmatizzare la comunità LGBTIQ, suggerendo che gli eventi del Pride siano solo rivolti a persone non etero e allo stesso tempo che la manifestazione non sia per i diritti della comunità ma sia solo una serie di festini a sfondo sessuale.

Il ministro della salute Kuipers fa sapere che non intende vietare il Pride mentre l’esperta Anna Nijsters di Soa Aids Nederland mette in guardia dai ricorsi storici: già in passato, con l’emergenza AIDS, si era assistito ad un fenomeno grave di stigmatizzazione della comunità gay.

Ciò che al contrario le autorità sanitarie, con l’assistenza delle associazioni per la lotta all’aids, stanno cercando di realizzare è di convincere un gruppo target a rischio a vaccinarsi anche per il vaiolo delle scimmie.