Da metà ottobre a Bruxelles è stato rafforzato il sistema Covid Safe Ticket (CST) e senza non è possibile accedere ai locali horeca, dice RTBF. Ma viene controllato per davvero?  È responsabilità dei gestori degli esercizi chiedere ai propri clienti di presentare un CST, sotto forma di codice QR da scansionare e gli stessi dovrebbero anche verificare l’identità della persona.

Ma un’inchiesta del portale francofono belga dimostra che la procedura non è sistematica. Anzi, in due locali su cinque nessuno lo chiede e addirittura,  i giornalisti “tester” hanno presentat un falso Covid Safe Ticket, oppure il CST di un’altra persona e nessuno ha battuto ciglio. Inoltree, nessuno dei locali visitati ha tentato di verificare l’identità dei clienti, dice ancora RTBF.

E la tendenza è stata confermata dai clienti. Quanto alla verifica dell’identità del titolare del Biglietto Sicuro Covid, anche questa è variabile. Mentre alcuni clienti hanno avuto esperienze in cui erano richiesti CST e prova di identità, altri no. “Solo il Covid Safe Ticket, niente carta d’identità”, dice un cliente al portale. Nella zona di polizia di Bruxelles-Ixelles dicono di essere in una fase “informativa”: gli agenti cercano di non multare ma di sensibilizzare i proprietari di locali.

Finora la polizia di Bruxelles-Ixelles è stata chiamata una dozzina di volte e sarebbero state elevate solo due sanzioni. Ma dal I° novembre, la questione verrà trattata con meno tolleranza, dice il portale: i ristoratori rischiano una multa da 50 a 2.500 euro. I clienti sono passibili di una sanzione da 50 a 500 euro.