Isolata nel recente Consiglio europeo, con comportamenti definiti ‘ripugnanti’ da leader europei del passato e del presente, sembra che la situazione attuale dell’Olanda ricalchi una storia già vista: quella della Gran Bretagna nell’Unione europea. 

Per l’ennesima volta nelle ultime sei settimane, scrive il Guardian in un pezzo d’opinione, i Paesi Bassi si sono trovati ad essere in prima linea nell’opposizione ai grandi piani di spesa comune per la ricostruzione.

“Il parallelo con gli inglesi arriva però solo fino a un certo punto. I Paesi Bassi, al contrario della Gran Bretagna, sono un paese fondatore dell’Unione, hanno adottato l’euro fin dall’inizio e ¾ delle sue esportazioni sono dirette all’interno del mercato unico”, dice ancora il portale progressista britannico. 

Alcuni continuano a sottolineare le somiglianze con il processo che ha portato alla Brexit: l’Olanda vede l’UE solo come un mercato e in molti credono che il processo di integrazione economico sia, di fatto, il traguardo.

“Se i politici olandesi non spiegano ai cittadini quanto il paese benefici dal mercato unico e dall’UE in generale, è molto difficile spiegargli perché parte delle loro tasse vengono utilizzate in modo comunitario” ha detto la politologa olandese Catherine De Vrees dell’Università Bocconi di Milano al The Guardian. “Questa situazione mi ricorda molto i dibattiti pre-Brexit”, ha poi aggiunto. 

Secondo Rem Korteweg, un ricercatore dell’Istituto Clingendael dell’Aia, la colpa sarebbe della pessima comunicazione del ministro Hoekstra. ma oltre alle contingenze, scrive il Guardian, ci sarebbero motivi più profondi: gli olandesi sono davvero europeisti?  il ‘No’ alla Costituzione europea del 2005, porta a domandarsi quanto gli olandesi lo siano effettivamente.

“Ora, i Paesi Bassi sono messi sotto pressioni all’estero dalle richieste di maggiore spesa e solidarietà fatte da italiani, spagnoli e francesi, ma cercano in ogni caso di mantenere la loro posizione solida e frugale. Allo stesso tempo, Rutte è messo sotto pressione all’interno della stessa Olanda. Non godendo della maggioranza in nessuna delle due camere, il premier deve essere cauto con le decisioni che prende e trovare un compromesso che non gli faccia perdere il supporto a casa, ma soprattutto che non favorisca un’avanzata di FvD e PVV”, i due partiti sovranisti locali. Anche se i sondaggi più recenti mostrano un calo dei consensi per i partiti euroscettici e sovranisti, e un aumento del supporto per Rutte, ai massimi dal 2013, la politica rimane molto volatile e le elezioni nazionali del prossimo anno si avvicinano. 

Il quadro generale non sembra quindi riportare una visione di futuro idilliaco per l’Olanda all’interno dell’Unione. Come se non bastasse, #Nexit continua a rimanere trending topic su Twitter.