La protesta degli insegnanti, il lungometraggio del regista e scrittore Jon Seal, in programma stasera al Filmhuis Cavia di Amsterdam, racconta una storia che rischiava di essere dimenticata.

Nella Norvegia del 1942 – in pieno conflitto – agli insegnanti viene chiesto di unirsi alla Lega degli Insegnanti Nazisti e propagandare le idee del Reich nelle loro classi. 8.000 professori scrivono lettere di protesta ma vengono minacciati di non ricevere lo stipendio. La maggior parte decide di non arretrare. Nel disperato tentativo di spezzarli, il governo nazista arresta 1000 insegnanti uomini e li manda nei campi di prigionia di Kirkenes, a 300 miglia sopra il Circolo Polare Artico. Durante l’occupazione nazista della Norvegia, Kirkenes – dove oggi si corre ad ammirare l’aurora boreale – era una delle tante basi a disposizione della Kriegsmarine tedesca e del Jagdgeschwader 5 della Luftwaffe. Inoltre, l’area serviva come base principale per le forniture al fronte di Murmansk.

Dopo aver gettato nel caso il sistema educativo del paese, gli insegnanti costringono il governo collaborazionista di Quisling a intervenire in loro favore e tornano alle loro classi accolti come eroi.

Il documentario di Jon Seal intreccia riprese d’archivio, testimonianze di prima mano e le animazioni dei disegni di Herlov Åmland – uno dei superstiti – per raccontare per la prima volta questa avvincente storia ad un pubblico internazionale. The Teachers’ Protest è un documentario triste, tenero ed edificante che esplora un tipo di “storia di guerra” completamente diverso – una vicenda di resistenza passiva che ricorda quella dei dodici cattedratici italiani che rifiutarono di prestare giuramento di fedeltà al regime fascista nell’autunno del 1931, dove gli eroi combattono senza armi per vincere la loro battaglia.