Il governo Rutte III vuole abolire il referendum consultivo? Si prepara un referendum per impedirlo.

E’ questa la sfida lanciata dal politico socialdemocratico e coordinatore del gruppo Meer Democratie Nisco Dubbelboer per fronteggiare i piani dei quattro partiti della maggioranza. Dopo il pessimo risultato dell’anno scorso, quando la consultazione sull’accordo con l‘Ucraina si tramutò in una pesante sconfitta per il governo, l’esecutivo ha deciso di sbarazzarsi del referendum consultivo introdotto nel 2005.

Oltre al liberale VVD e ai due partiti cristiani CDA e CU, anche il progressista D66 sembra aver dato parere favorevole a questa proposta. Il D66, nel 2015, fu tra i promotori della legge che introdusse il referendum nell’ordinamento.

A complicare però, i piani del gabinetto Rutte III è arrivato il parere del Consiglio di Stato che non ha visto controindicazioni a una consultazione popolare contro l’abolizione del referendum. Oltre a singoli cittadini e associazioni, l’ipotesi del governo si è attirata le critiche del leader Baudet del FvD e del capogruppo del SP alla Tweede Kamer che considera l’ipotesi del governo “un insulto agli elettori che vengono puniti per aver detto No al referendum sul trattato di associazione dell’Ucraina”.