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Il Consiglio di Stato contro il governo: deve divulgare gli atti pubblici in fretta, se richiesti

Il ministro della sanità Hugo de Jonge  deve prendere una decisione entro il 30 novembre su tre richieste di accesso agli atti da parte di Nieuwsuur, dice NOS. Se non lo farà, deve pagare una sanzione. E’ quanto ha stabilito oggi il Consiglio di Stato in una causa presentata dal programma tv, in onda su NOS, in seguito all’appello proposta dal ministro.

Nieuwsuur era già andato in tribunale per contestare il cosiddetto “metodo alternativo” con le richieste Wob, l’accesso agli atti, del Ministero della Salute. La corte ha poi stabilito che questo metodo, in cui il ministro stesso determina quali informazioni divulgare, non è possibile. La corte ha stabilito che ogni richiesta di Wob deve essere trattata individualmente. Il ministro ha poi fatto qualche aggiustamento, ma allo stesso tempo ha presentato appello al Consiglio di Stato.

Il Wob consente un simile “processo decisionale graduale”, afferma la più alta corte amministrativa. Il Consiglio di Stato è però critico nei confronti dell’operato del ministro perché ha apportato aggiustamenti solo dopo la sentenza del giudice nel caso Nieuwsuur.

Il procedimento di accesso agli atti stabilisce che chiunque può richiedere informazioni al governo, come rapporti e verbali. Se un’agenzia governativa riceve una richiesta Wob, questa deve essere elaborata entro otto settimane al massimo.

Nieuwsuur ha presentato tre richieste a Wob nel giugno 2020 e ora sta aspettando i documenti da più di un anno, dice NOS.

Nonostante il Consiglio di Stato abbia “giustificato” la lentezza a causa della pandemia, la corte ha aggiuto:  “[il ministro] non ha tenuto sufficientemente conto del fatto che la pandemia  ha portato a misure di vasta portata per i cittadini e le imprese e a feroci discussioni sociali. I media devono essere in grado di svolgere adeguatamente il loro compito di ‘controllo pubblico'”. Ecco perché è importante che il ministro decida in fretta sulle richieste del Wob, secondo il Consiglio di Stato. In caso contrario, dovrà pagare una penale di 100 euro al giorno, con un massimo di 15.000 euro.

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