The Netherlands, an outsider's view.

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CINEMA

Il cinema femminista d’avanguardia di Chantal Akerman all’Eye



Per festeggiare i suoi primi otto anni di vita e dopo la pausa forzata degli ultimi mesi, l’Eye Filmmuseum riapre con la retrospettiva Chantal Akerman – Passages dedicata alla regista d’avanguardia femminista tra le prime a passare all’arte visiva.

Una mostra con una tempistica perfetta. Non è un caso che l’artista belga scomparsa nel 2015 abbia a lungo lavorato sugli effetti soffocanti dell’isolamento casalingo.

Quando aveva 25 anni, Akerman ha abbandonato l’accademia cinematografica e nel 1975 ha acquisito fama immediata con Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce, 1080 Bruxelles. Un ritratto sobrio e minimalista delle faccende quotidiane di una casalinga e prostituta part-time di Bruxelles divenuto un vessillo del cinema d’avanguardia femminista.

In uno stile asciutto e antidrammatico – in seguito definito “cinema lento” grazie alle numerose inquadrature statiche, lunghe e angoscianti – Akerman raccontava la routine opprimente dell’esistenza di una donna. 3 ore e mezza in compagnia della vita monotona e claustrofobica di una casalinga che panifica, sbuccia le patate e si prostituisce.

Il lavoro di Akerman è caratterizzato da un approccio distaccato a quella che sembra una “vita ordinaria”, ma dove una profusione di eventi violenti, ricordi ed emozioni si annida sotto la superficie. Akerman, figlia di un sopravvissuto di Auschwitz, cerca così “di dare spessore alla quotidianità” e far sentire allo spettatore “il passare del tempo”.

Nel 1995 ha creato una grande installazione spaziale su 24 monitor basata su D’Est, un film originariamente realizzato come documentario. Un progetto che ha segnato l’inizio della sua “seconda carriera” nel mondo dell’arte visiva.

La mostra presenta otto installazioni cinematografiche di Akerman. Oltre a D’Est, il visitatore può curiosare tra Woman Sitting after a Killing (2001), Tombée de nuit sur Shanghai (2007-2008) e il suo ultimo lavoro NOW (2015).

Ad accompagnare la mostra all’Eye verrano non solo proiettati i lungometraggi e i documentari più significativi di Akerman e un documentario sulla regista, ma anche le pellicole realizzate da registe per il progetto Women Make Film.

 

 






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