Il partito ChristenUnie, partner di governo del Rutte III, non entrerà a far parte del prossimo esecutivo se Mark Rutte sarà di nuovo premier, dice NOS. Sotto la guida di Rutte, un nuovo governo “non può in modo credibile” portare un cambiamento culturale, dice il leader del partito Gert-Jan Segers al quotidiano DH.

Secondo Segers, sarebbero successe troppe cose per un nuovo governo Rutte. Inoltre, la cultura di cui il governo è portatore, vede le elezioni come un ostacolo e un fastidio.

Il leader CU afferma di aver informato personalmente Rutte della decisione ma di non aver chiuso del tutto al VVD: “E’ Rutte a rappresentare portatore di immagine della cultura politica degli ultimi dieci anni. Non è credibile se l’uomo responsabile di quella cultura guidi il governo che deve cambiare quella cultura”.

Secondo Segers, la formazione si trova in un vicolo cieco estremamente complicato, ma non è questo il fattore decisivo per lui ora. “Se mi chiedi se una cultura politica diversa è più importante del semplice continuare rapidamente la formazione, la mia risposta è sì”.

Secondo gli analisti politici, questa presa di posizione complica di molto la situazione: l’unica combinazione possibile VVD, D66, CDA e CU, ossia la coalizione uscente, verrebbe meno.

A Rutte rimangono due opzioni, dice il giornalista politico Xander van der Wulp: Rutte abbia due opzioni: si dimetterà e lascerà la formazione e l’incarico di primo ministro a un altro membro del VVD, o ci proverà comunque e rischierà di non farcela. E allora si dovrà rivotare.