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Il CEO di Shell: chi ci critica ha visione semplicistica del mondo. E se la prende con la comunicazione

“Avremmo dovuto essere più assertivi”, dice il CEO di Shell Ben van Beurden in un’intervista per Studio Energie, un media specializzato in questioni energetiche. Nel 1991, venne pubblicato un video che mostrava un quadro inquietante dei cambiamenti climatici, dove il colosso energetico ammetteva di essere a conoscenza della possibilità di un futuro disastro ambientale. “Shell sapeva, ma non ha fatto molto al riguardo”,

Secondo il CEO della multinazionale, ora danno tutti la colpa a loro ma la questione ambientale è un problema globale “Forse avremmo dovuto spiegare meglio la nostra posizione”, ha detto van Beurden nel podcast.

L’immagine negativa e l’impressione sia “Shell contro la società” urtano il dirigente che dice di non riconoscersi in quell’immagine pur riconoscendosi delle colpe: “Avremmo dovuto delineare un profilo migliore di come siamo e comunicare in modo diverso”.

A proposito della questione ambientale: “È un problema sociale complesso che deve essere affrontato collettivamente”.

Non si potrà rinunciare a petrolio e gas nel breve termine, ha detto ancora il CEO: “Chi dice il contrario, a mio avviso, offre una visione molto semplicistica”.

Evitando di rispondere a domande sulla causa presentata da Milieudefensie che chiede al giudice di imporre “politiche verdi” a Shell,  van Beurden entra invece nella questione relativa ai risarcimenti richiesti al governo per lo stop all’estrazione dai giacimenti di Groningen: Venerdì scorso è stato annunciato che Shell e Exxon vogliono che il Ministro dell’Economia  Wieber risarcisca per “mancato guadagno” le compagnie petrolifere.

Il CEO di Shell ha ridimensionato la questione sostenendo che non è in programma alcuna azione legale contro l’esecutivo ma ha ammesso che il governo dovrà comunque intervenire in qualche modo

 

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