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Il cavallo in Olanda, la corda in Germania: di chi è la giurisdizione? Un caso di scuola dei primi ‘900 torna d’attualità

Era il 1914, si combatteva una guerra mondiale e un uomo scaltro pensava di aver trovato un modo per contrabbandare un cavallo.

In quegli anni l’esportazione di cavalli dai Paesi Bassi – neutrali – alla Germania in guerra era illegale. Il quotidiano locale dell’epoca De Graafschap-bode riportò la storia così: “L. Lueb, trentaduenne agricoltore di Klein Netterden (Germania), è stato processato per aver “esportato” un cavallo attraverso il confine tra Olanda e Germania il 7 settembre 1914 dal comune di Bergh a Klein Netterden. L’uomo avrebbe tirato l’animale dalla sponda tedesca del canale che funge da confine tra i due Paesi mentre il cavallo era dall’altro lato, con chiaro intento e per mezzo di una corda legata intorno al collo del cavallo”.

Al di là del linguaggio piuttosto arcaico e prolisso dell’epoca, la situazione è però piuttosto chiara: l’uomo non ha attraversato il confine olandese, ma ha intelligentemente “attirato” il cavallo dalla sua parte. I tribunali erano consapevoli che il sig. Lueb era colpevole di avere di fatto importato un cavallo in Germania, ma legalmente la vicenda risultava essere più complicata. Era necessario trovare un appiglio legale. Ma soprattutto, i tribunali dovevano concordare la propria giurisdizione sul caso.

La legge raramente determina che qualcuno possa essere processato per un crimine compiuto in un altro Paese. Il risultato fu che il caso finì davanti alla corte suprema olandese. Il tribunale di primo grado dichiarò che non la posizione dell’autore, ma piuttosto quella dell’ “oggetto esportabile” ha determinato l’ubicazione del crimine, ricorda Haal Je Recht. La corte d’appello non fu d’accordo e trovò una soluzione piuttosto singolare, post-umana: la corda è un’estensione del braccio e il braccio era sul suolo olandese al momento del crimine. La corte suprema olandese riformulò il verdetto, ma giunse quasi alla stessa conclusione: si può usare uno strumento per agire in un posto diverso da quello in cui ci si trova attualmente.

Ai giorni d’oggi, è diventato molto più facile usare uno strumento per agire in un posto diverso. La corte suprema ha fatto riferimento al caso del cavallo di Azewijn proprio l’anno scorso, quando ha condannato truffatori che avevano tentato di svuotare i conti bancari olandesi da un bancomat di Milano. Nel 1915, il sig. Lueb fu condannato a una pena detentiva di tre mesi. Del cavallo, invece, non si ha più avuto notizia.

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