IL CASO ‘Pang Pang’ o ‘Pinda Pinda’. Ecco cosa urlano i soldati olandesi

Non è uno scherzo e neanche una rivisitazione olandese di Scuola di Polizia. Pare proprio che a causa della mancanza di munizioni per armi di piccolo calibro, durante le esercitazioni, i soldati dell’Esercito olandese siano costretti a urlare ‘Pang Pang‘, simulando il rumore dei proiettili.

RTL avrebbe preso visione di una e-mail confidenziale inviata dal Ministero della Difesa: “Meglio di così non riusciamo a fare. Non ci sono più munizioni“, avrebbero ammesso gli stessi ufficiali.

Jan Debie, presidente del Sindacato dei Militari (VBM), in un’intervista rilasciata alla stessa emittente sottolinea l’impatto psicologico che la “procedura” ha sui soldati. “Anche se mancano le munizioni bisogna esercitarsi con la propria arma. I soldati sono costretti a urlare ‘Pang Pang’, situazione disastrosa per il morale dei militari. Non si può pensare di trattare così un professionista“.

Dal Ministero arrivano intanto le prime risposte. Un portavoce, sentito da NRC, specifica come la pratica sia una consuetudine durante le prime fasi di addestramento: “Non è raro simulare di avere munizioni durante alcune esercitazioni per segnalare che il colpo è stato sparato. Di solito urlando ‘Pang Pang’, ma anche ‘Pinda Pinda’. Quale delle due, poi, dipende dalla sezione di riferimento“.

È sempre stato così, insomma, e la carenza di munizioni comporterebbe solo una più efficace redistribuzione delle scorte, almeno fino ai rifornimenti previsti a fine 2015.

Se la vicenda sembra divertire il leader del D66 Alexander Pechtold, che su Twitter la definisce quanto meno “umoristica”, non si dice dello stesso parere Arie Slob di ChristenUnie, che secondo RTL avrebbe preso la vicenda molto più seriamente.

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