Epilogo per la telenovela, tutta interna, al Regno dei Paesi Bassi tra l’Aja e Oranjestad. Per quasi un anno infatti, l’Olanda ha “litigato” con la sua ex colonia per questioni di budget: Aruba spendacciona, infatti, secondo la madrepatria, avrebbe lasciato un buco di bilancio tanto grande, da aver fatto quasi cadere dalla sedia il ministro olandese dell’economia Ronald Plasterk . Qui si taglia, al caldo dei caraibi si spende. Dopo mesi di scambi al vetriolo ed una “teatrale” protesta del primo ministro isolano, che si è accampato per alcuni giorni davanti casa del rappresentante della corona ad Oranjestad, finalmente arriva un accordo: commissione congiunta e tutti felici come prima. Soprattutto il  premier arubano Mike Eman.

La libertà ha un costo

Il primo ministro di Aruba, Michiel Godfried (detto Mike) Eman, non passa inosservato. Oltre all’imponenza fisica, ha fatto più volte parlare di sé per gli atteggiamenti critici nei confronti della madrepatria.

Ma andiamo con ordine.

Classe 1961, Eman è cresciuto in una famiglia di statisti: nonno, padre, fratello erano  a loro volta in politica. Dopo una carriera a metà tra attività notarile e manageriale, entra in politica nel 2001. Due anni dopo è leader della democrazia cristiana locale (AVP) e trascina il partito alla vittoria nelle elezioni del 2009, guadagnando la maggioranza assoluta in parlamento e divenendo il quinto Primo Ministro dell’isola. Nel 2013 vince poi il secondo mandato, confermandosi il politico più apprezzato del paese.

Antilliani uguale olandesi

Le relazioni tra Olanda e Aruba sono da tempo piuttosto tese e sebbene Eman abbia ristabilito i collegamenti con alcune compagnie strategiche della madrepatria, rimane nella memoria dei colleghi d’oltremare per le vivaci azioni di protesta. Se gli arubani possono oggi votare alle elezioni europee, ad esempio, è anche grazie al Premier e ricorso fatto nel 2004 alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (caso Eman/Sevinger contro il Regno dei Paesi Bassi). A seguito del pronunciamento, infatti, l’Olanda ha emendato la costituzione concedendo il diritto di voto ai propri cittadini antillani.

Ma questo politico olandese “un pò anti-olandese” è famoso soprattutto per le vicende del luglio 2014, quando iniziò uno sciopero della fame (durato poi una sola settimana) come atto di protesta dei confronti del suo stesso governo. Mike Eman decise infatti di digiunare e di accamparsi davanti al palazzo governatoriale di Oranjestad, capitale di Aruba, nel momento in cui l’Olanda, una volta respinto il bilancio dell’isola, fece sapere di voler mettere mano alla fiscalità di Aruba. Troppi sprechi, secondo l’Aja, quanto necessario per far star bene il suo popolo, secondo Eman. Oggi la madrepatria e la sua ex-colonia,hanno raggiunto un compromesso ma sembra solo una tregua.

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