The Netherlands, an outsider's view.

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MALAPOLIZIA C’è del marcio all’Aja? Agenti sospesi, ricorsi in tribunale e processi per corruzione



Due giorni di passione per la polizia nazionale: a poca distanza dai riots di Den Haag e dalla tragica vicenda di Mitch Henriquez, una vera e propria bufera sembra essersi abbattuta sulle forze dell’ordine olandesi.

Sospensioni e ricorsi per la “nekklem”

Secondo quanto riportato dal Telegraaf, cinque agenti sono stati sospesi dai rispettivi incarichi in merito alla morte di un detenuto nel carcere di Alphen aan de Rijn nel giugno scorso. Secondo alcuni testimoni, gli agenti avrebbero usato l’ormai famosa presa al collo (“nekklem”) nei confronti del prigioniero durante una sommossa. Il pubblico ministero dell’Aja, contraddicendo la versione precedente delle autorità, le quali avevano imputato la morte a cause naturali, ha dichiarato “non accertati” i motivi del decesso e comunicato che le indagini sono ancora in corso.

Sempre ieri poi, l’avvocato Gerald Roethof ha annunciato durante il programma di approfondimento EenVandaag che farà ricorso presso il tribunale di Amsterdam in merito a un caso simile a quello di Mitch Henriquez. Nel giungo 2013, infatti, un surinamese di nome Wensley Udenhout (39) veniva arrestato a Zuidoost da poliziotti in tenuta antisommossa e, a seguito di avvenimenti non ancora chiariti, dichiarato morto in ospedale a causa di una mancanza d’ossigeno nella notte tra 7 e 8 giugno.

Secondo il legale “all’uomo fu applicata la presa al collo”  e ora la famiglia, anche alla luce di quanto accaduto all’Aja, chiede che gli agenti coinvolti nell’arresto vengano giudicati in tribunale.

Processi per corruzione

Ma non finisce qui. Nos ha fatto sapere, nel pomeriggio, che due ufficiali di polizia e quattro del Dipartimento della Difesa verranno processati nell’ambito di un’inchiesta per corruzione sulla fornitura di veicoli (1700 civili e 1300 militari) alle forze dell’ordine e all’Esercito.

Tra i sospetti, 41 in tutto, ci sarebbero anche dipendenti di colossi quali Volkswagen, Peugeot, Renault e di diverse compagnie di leasing. Gli ufficiali avrebbero accettato mazzette sotto forma di servizi gratuiti alle automobili e addirittura crociere nel Mediterraneo. Il processo chiarirà dunque il nesso tra i regali fatti agli agenti e i contratti milionari per la fornitura dei 3000 veicoli.

 






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