The Netherlands, an outsider's view.

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Storia, La finta pietra lunare del Rijksmuseum

Un oggetto strano che potrebbe interessare ai russi



Si torna a parlare di missioni lunari USA dalle parti dell’ex-Unione Sovietica. Vladimir Markin, portavoce della Commissione Investigativa della Federazione Russa, ha infatti fatto sapere che la Russia potrebbe aprire un’indagine sui reperti delle missioni lunari Apollo 11 (1969) e Apollo 17 (1972). Filmati originali e frammenti di materiale roccioso risulterebbero, secondo Markin, misteriosamente scomparsi: una perdita per l’umanità intera.

Un clima da guerra fredda, insomma, che ricorda vagamente il famoso e infinito dibattito sul “complotto lunare”. Ma al di là delle speculazioni, le storie delle rocce di Luna donate dagli USA, nel corso degli anni Settanta, a 130 paesi esteri sono davvero cariche di misteri.

Ne sanno qualcosa al Rijksmuseum di Amsterdam, dove tra i capolavori d’arte fiamminga arrivò, nel 1992, un “pezzettino” appartenuto all’ex-Ministro di Stato Willem Drees: la pietra lunare faceva parte di una targa commemorativa consegnata allo statista il 9 ottobre 1969, in occasione della visita nei Paesi Bassi degli astronauti dell’Apollo 11.

Ma quando nel 2009 Xandra van Gelder, l’allora caporedattrice del Rijksmuseummagazine Oog, coordinò un’indagine sulla provenienza del frammento, si scoprì che si trattava invece di un clamoroso falso: nella targa stava un pezzo di legno fossile del Triassico, secondo le analisi e quanto riportato poi dai maggiori quotidiani nazionali.

Un mistero, quello del sassolino di Drees, che ancora oggi rimane irrisolto. Alla fine però, la finta roccia lunare è rimasta esposta al Rijksmuseum, sebbene con un premio assicurativo molto minore rispetto ai 500 000 dollari iniziali.

Magari anche su questa, e altri 270 frammenti donati dagli Stati Uniti a capi di stato esteri, potrebbe decidere di indagare la Commissione russa.






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