Da studenti a birrai, il passo non è proprio breve. Lo è, certamente, da studente a degustatore; anzi di solito le due attività vengono svolte in parallelo. Ma in un periodo in cui il boom per i mastro-birrai “fai-da-te”ha contagiato anche l’Olanda e non si contano più i pub specializzati in bevande al luppolo “artigianali”, non stupisce di certo che quattro volenterosi studenti dell’UvA di Amsterdam abbiano pensato alla “IPA accademica“, puntando al titolo di birrai honoris causa.

Non che l’Università c’entri qualcosa; secondo il quotidiano Parool il vertice avrebbe accolto con entusiasmo la “pubblicità gratuita” dell’operazione, pur senza gradire l’accostamento “università-alcol” (non ditelo agli studenti). Quindi non si chiamerà “UvA beer”, ma qualunque sarà il nome definitivo della IPA universitaria, magari “hIPa” (orrendo ma ad un hipster piacerebbe) sappiamo già che gli ideatori, 4 studenti poco più che ventenni della facolta’ di humanities, sono già in contatto con un micro-birrificio di Amsterdam nord. E che la prima produzione, ammontera’ a 100 litri: gli student-bar della capitale, inoltre, sarebbero pronti ad inondare la citta’ con fiumi di IPA universitaria, avendo già programmato la seconda produzione, finanziata con un crowdfunding.

L’unica domanda è: si sentiva la necessità di questa rivoluzione?

 

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