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ART

Il cacciatore di arte orfana scopre il San Girolamo di un giovanissimo Van Dyck

Un ignoto ritratto di San Girolamo, acquistato per soli 600 dollari ad un'asta, è in realtà un raro dipinto di Anthony van Dyck



Per quanto improbabile possa sembrare, come scrive Sarah Cascone su artnet, l’ottantasettenne Albert B. Roberts non si è meravigliato quando “un dipinto a olio incrinato e corroso dagli agenti atmosferici, acquistato per soli 600 dollari ad un’asta a Kinderhook nel 2002, si è rivelato essere uno studio giovanile del maestro olandese Anthony van Dyck”, allora appena diciottenne.

Roberts, un collezionista d’arte di Hudson, ha passato trent’anni della propria vita a cercare e collezionare opere d’arte alle aste e alle vendite immobiliari.

Courtesy Albany Institute of History Art/ Collection of Albert Roberts

L’opera a olio appena scoperta raffigura un anziano San Girolamo che guarda verso il basso. Il dipinto è stato esposto in un allestimento speciale all’Albany Institute per due settimane e mezzo.

Il collezionista sospettava già che il dipinto fosse opera di Van Dyck, ma sono passati diversi anni prima di ricevere una vera e propria autenticazione.

Con l’aiuto di Susan J. Barnes, fine conoscitrice del maestro olandese, Roberts ha potuto confermare la sua teoria. Il dipinto è uno studio per il San Girolamo con un angelo, opera completata intorno al 1620 e che ora appartiene al Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam nei Paesi Bassi.

Di recente il nome di Barnes è stato al centro delle cronache anche per un altro caso Van Dyck: la studiosa è stata infatti chiamata alla Walker Art Gallery di Liverpool per stabilire l’autenticità di altro ritratto del pittore olandese, Il Ritratto dell’infanta la principessa spagnola Isabella Clara Eugenia, opera composta tra il 1628 e il 1633 e tradizionalmente attribuita ai suoi allievi.

Courtesy Steve Judson/Walker Art Gallery

Per quanto riguarda lo studio di San Girolamo, invece, “anche se l’artista aveva circa diciotto anni quando l’ha dipinto 400 anni fa, era un talento precoce”, ha dichiarato Barnes. “Van Dyck ha composto la sua opera ispirandosi a un modello reale, rendendo accuratamente la sua fronte rugosa e il suo corpo consumato dal tempo. Il suo obiettivo era quello di trasmettere il senso del santo come una persona reale, una persona con la quale i devoti spettatori potevano identificarsi ed emulare“.

Il dipinto ha bisogno di essere restaurato e non è stato incorniciato per la mostra. “Volevamo farvi vedere l’opera nella sua condizione originaria, inclusi gli escrementi di uccelli sul retro“, ha detto Roberts. Ma anche tenendo conto di questi problemi, il lavoro vale senza dubbio molto di più dei 600 dollari che Roberts ha speso per acquistarlo.

Il record d’asta per un Van Dyck è di 8,3 milioni di sterline, stabilito da Sotheby’s nel 2009 per un autoritratto dell’artista, ora ospitato alla National Portrait Gallery di Londra. E anche gli studi dell’artista hanno un potenziale milionionario: la terza vendita più cospicua per un quadro di Van Dyck è stata per Two Studies of a Bearded Man, che ha fruttato 7,25 milioni di dollari a Sotheby’s New York nel 2010.

A. Van Dyck, Study of a Bearded Man with Hands Raised, 1616 circa

Roberts, membro del consiglio di amministrazione che ha donato circa 50 opere all’Albany Institute nel corso degli anni, confessa che decenni di frequentazioni delle aste e delle vendite immobiliari lo hanno reso un esperto nell’identificazione di capolavori trascurati. “Ho sviluppato un metodo per esaminare le opere d’arte per cercare l’attribuzione, un metodo sofisticato seppur poco ortodosso che ho descritto in dettaglio in un libro appena pubblicato”.

“Ciò che mi entusiasma è la caccia”, ha ricordato Roberts al pubblico mentre il quadro veniva mostrato all’Albany Institute of History & Art, come riporta il Daily Gazette. “Ho dedicato gli ultimi 30 anni della mia vita alla ricerca di un’arte che mi piace chiamare ‘orfana’, che per un motivo o per l’altro è stata trascurata, forse persa nei trasferimenti tra diversi paesi”.

Una storia emozionante fatta di dettagli, memoria fotografica, passione per la ricerca e una pazienza che dura per decenni.






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