The Netherlands, an outsider's view.

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Il Belgio supera il triste traguardo dei 20mila morti per corona. Ma cosa vuol dire, esattamente?

Photo: Sara Prestianni

In Belgio, il Covid ha ucciso, in un anno, 20mila persone, scrive VRT, un triste bilancio che ha suggerito alcune riflessioni. Per cominciare, il prezzo più caro è stato pagato dagli over 75: 4 decessi su 5 hanno riguardato anziani, già in precario stato di salute, ai quali il Covid ha causato una serie di complicazioni.

Tuttavia, l’analisi dei dati –dice VRT– mostra che i giovani non vengono risparmiati: in Belgio, sono stati 8 i pazienti di età inferiore ai 25 anni morti finora, quattro di questi nella seconda ondata, quando sono morte già 85 persone di età compresa tra i 25 ei 44 anni.

La metà dei decessi è avvenuta nelle Fiandre, il 37,2% in Vallonia e il 13,2% nella Regione di Bruxelles. Anche nella seconda ondata, la ratio è rimasta la stessa.

Tuttavia, secondo Brecht Devleesschauwer, epidemiologo di Sciensano, il quadro è diverso: le Fiandre hanno il maggior numero di abitanti del paese, quindi è comprensibile che lì sia il maggior numero di decessi. Tuttavia, se l’analisi si muove sui dati ogni 100mila abitanti, il quadro cambia: le Fiandre hanno quindi circa 150 decessi corona ogni 100.000 abitanti. In Vallonia sono circa 200 e a Bruxelles 215 per 100.000 abitanti.

Gli esperti dicono a VRT che un’analisi delle due ondate non è semplice da realizzare: nella prima non c’erano misure Covid prima del lockdown, nella seconda -al contrario- misure erano già in vigore prima delle chiusure. Inoltre, nella prima ondata si andava verso la primavera, nella seconda la situazione è resa più difficile dal freddo e dalla maggior facilità di diffusione del virus.

La seconda ondata è stata molto più pesante in termini di contagi, ma relativamente parlando,  “più mite” in termini di numero di decessi: per conoscenza ed esperienza medica acquisita e organizzativa, e grazie a materiale protettivo disponibile e di migliore qualità. È anche sorprendente come i centri di assistenza residenziale siano stati molto meno colpiti durante il secondo picco.

Quel numero di 20.000, cosa significa in realtà per un paese come il Belgio, si chiede VRT.
20.000 morti, sono tanti o no? Patrick Deboosere, professore di demografia al VUB, dice che è meglio guardare al tasso di mortalità in eccesso per esprimere un giudizio. “I dati completi per il 2020 non sono ancora disponibili, ma finiremo con 15.000 morti in più di quanti ci aspettassimo per il 2020. Quindi di quel numero possiamo dire: quelle persone non sarebbero morte se non ci fosse stato il COVID-19 “. Una cifra simile, dice l’esperto, non era stata vista dalla Seconda guerra mondiale.

Per fare un confronto: un totale di 108.745 persone sono morte in Belgio nel 2019. Le malattie cardiovascolari e il cancro sono le principali cause di morte rispettivamente con circa 30.000 e 28.000 decessi. Circa 2.000 persone muoiono ogni anno di influenza, dice il canale fiammingo.

Il Belgio è maglia nera, insieme a San Marino, Slovenia, Italia e Bosnia-Erzegovina per il numero di decessi anche se Patrick Deboosere dice: “Nel nostro rapporto abbiamo seguito rigorosamente le regole dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), insieme a Francia e Svezia. Questi [i nostri n.d.r.] sono i dati migliori e più corretti. Ad esempio, è molto più difficile essere paragonati a paesi come l’Italia, la Spagna e persino i Paesi Bassi. Nei Paesi Bassi si nota una netta discrepanza con i dati per la mortalità in eccesso, discrepanza che non vediamo in Belgio “.

Geert Molenberghs: “Nei Paesi Bassi ci sono state segnalazioni dei morti corona tra il 50% e il 55% , rispetto al 100% da noi: conti solo i casi confermati con un test PCR, o anche quelli sospetti?”. Secondo gli esperti belgi, quindi, il paese ha avuto solo il torto di eseguire i calcoli in maniera scrupolosa.