Il ministro della sanità pubblica belga ha annunciato la strategia con cui il paese intende gestire i vaccini per il coronavirus. Ha anche specificato, durante una conferenza stampa tenutasi oggi, quale sarà l’ordine in cui i vaccini saranno distribuiti. 

“Al momento ci sono più vaccini funzionanti, e molti altri sono in sviluppo” ha detto Wouter Beke, presidente della Conferenza Interministeriale sulla Sanità Pubblica. “Il processo sarà interamente supervisionato, perché in questo campo la sicurezza è fondamentale”.

“Sembra che il 2021 sarà un nuovo inizio, dopo un anno che vorremmo tutti dimenticare”, ha dichiarato. “Probabilmente riusciremo a somministrare i primi vaccini a inizio gennaio. Tuttavia, inizialmente disporremo di un numero limitato di vaccini”.

Quale sarà l’ordine?

Ci saranno dei gruppi di popolazione a cui verrà data la priorità. Questi sono:

  • Tutti i residenti e lo staff delle case di riposo e di cura, in quest’ordine, compresi i   volontari.
  • Il personale sanitario degli ospedali.
  • Tutti gli altri membri dello staff che lavorano in ospedali e in servizi sanitari. Questa categoria include tutte le persone che, nel fare il loro lavoro, corrono un grande rischio di essere infettati, ma non quanto la categoria precedente.
  • Le persone sopra i 65 anni, o indipendentemente o partendo da i più anziani: questo dipenderà dalla disponibilità di vaccini.
  • Le persone tra i 45 e i 65 anni con malattie specifiche che li mettono maggiormente a rischio, come l’obesità, il diabete, la pressione sanguigna alta, malattie cardiovascolari, malattie polmonari, insufficienze renali e del fegato. La lista non è ancora completa.
  • Lavoratori essenziali. In questo caso, il criterio specifico è ancora da definirsi.

Come funzionerà?

Il luogo in cui tutte queste persone verranno vaccinate sarà deciso in base al livello di sviluppo del medicinale stesso. Il personale medico verrà vaccinato sul posto di lavoro, così come coloro che lavorano o risiedono in case di cura.

Quando succederà?

I vaccini verranno distribuiti per fasi, in base alla quantità disponibile. 

Nella fase 1a dovrebbero essere disponibili – a inizio gennaio – 600 000 dosi del vaccino prodotto da Pfizer/BioNtech. Verranno utilizzate per i residenti dei centri di cura e per il personale. Questi vaccini devono essere tenuti a una temperatura molto bassa (-75 gradi Celsius).

“Ci aspettiamo che i primi vaccini arrivino a gennaio” ha dichiarato Xavier De Cuyper, amministratore generale della FAMHP. “Pfizer/BioNtech dovrebbe consegnare circa 600 000 dosi, che basteranno per 300 000 persone dal momento che devono essere somministrate due dosi a testa a distanza di due settimane”.

Nella fase 1b, altri vaccini saranno somministrati alle persone sopra i 65 e ai pazienti ad alto rischio.

La fase 2 inizierà quando ci saranno abbastanza vaccini a disposizione. A quel punto, i pazienti a basso rischio potranno richiederlo. In questa fase, potranno essere somministrati nelle aziende e nelle scuole.

“C’è ancora molta incertezza riguardo alle tempistiche e alla divisione in gruppi” ha dichiarato Pedro Facon. 

Se tutto va come previsto, secondo FAMHP, è che tra Marzo e Aprile ci sarà una accelerazione nella produzione di vaccini, e che, a quel punto, le diverse fasi possano essere accorpate.

Chi distribuirà i vaccini?

I vaccini saranno gestiti da medici di base e infermieri. A causa del grande numero di persone che dovranno essere vaccinate, probabilmente verrà chiamato dello staff aggiuntivo. L’esercito potrebbe essere utilizzato a questo fine.

La croce bianco-gialla ha già offerto il suo aiuto: è una associazione che sei occupa di assistenza domiciliare, e che si è detta disposta a formare i propri infermieri per svolgere questa mansione. 

In futuro sarà anche possibile comprare il vaccino in farmacia e chiedere la somministrazione al proprio medico di base.