L’amministrazione fiscale e doganale non è in grado di scoprire quali informazioni richiedono i “dipendenti corrotti”, in quanto i sistemi informatici non registrano le informazioni che lo staff cerca, scrive NRC. Secondo il quotidiano, ciò rende più difficili le indagini per corruzione all’interno del servizio, dice NOS.

Attualmente vengono utilizzati 900 sistemi diversi, la maggior parte dei quali non collegati tra loro e spesso non vengono conservati i cosiddetti “dati di registro” delle ricerche. Di conseguenza, spesso non è chiaro quali indirizzi, targhe o informazioni finanziarie siano finite nelle mani dei criminali tramite l’apporto dei dipendenti del servizio, scrive il giornale.

Il problema con i sistemi informatici è emerso durante un’indagine su un impiegato dell’ufficio delle imposte di Amsterdam, arrestato questa estate: a casa sua sono stati trovati 920mila euro in contanti. La giustizia sospetta che il funzionario fosse in contatto con il gruppo del criminale Ridouan Taghi ma in assenza di dati che registrino le ricerche interne, non è possibile determinarlo con certezza. L’Agenzia delle Entrate e delle Dogane conta 25mila impiegati, di cui 10.000 hanno accesso a dati di cittadini o aziende.

Per i criminali, queste informazioni possono essere utili per trovare indirizzi di rivali o rintracciare il proprietario di una particolare auto.