The Netherlands, an outsider's view.

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IJsbeelden Festival, tecniche scultoree su ghiaccio a Zwolle

Come si lavora un materiale in apparenza duro, ma in realtà molto malleabile



di Francesca Spanò

© Carlotta Casamassima

Una delle immagini che torna alla mente, pensando alle sculture di ghiaccio – forse per molti – è quella tremendamente posh delle pseudo-opere (a volte fatte anche con frutta intarsiata) che intrattengono i croceristi sui lussuosi hotel galleggianti. Ebbene, dobbiamo ricrederci. Perché quella su ghiaccio è una tecnica scultorea vera e propria, che richiede preparazione, tempo e soprattutto una buona dose di resistenza fisica, dato che si lavora a temperature prossime (se non inferiori) allo zero.

A +31mag.nl, curiosi di saperne di più, siamo andati in avanscoperta dietro le quinte dell’IJsbeelden Festival di Zwolle, dove quest’arte occupa un posto privilegiato. Giunto alla sua sesta edizione, l’evento, che si terrà da sabato 12 Dicembre e fino al 24 Gennaio 2016, si propone infatti di creare un vero e proprio viaggio all’interno di un mondo ghiacciato.

© Carlotta Casamassima

© Carlotta Casamassima

“Il concept di base è quello di un aeroporto”, spiega Marc van Aalst, organizzatore dell’evento, mentre indica la hall che accoglierà i visitatori. “Ci sono sono gli arrivi, poi si passa ai controlli e ai gate, per arrivare infine all’imbarco, che introduce al viaggio attraverso le sculture di ghiaccio”.

Lo scenario è facilmente immaginabile: una sorta di enorme freezer posto al centro del capannone che ospita l’evento; dentro, scultori a lavoro, rumore di motoseghe, tecnici, strumenti di ogni tipo, neve, ghiaccio e, soprattutto, tanto freddo.

“Questa parte è dedicata all’Indonesia, questa all’America. Qui c’è un lama, fatto di neve. Sputerà anche”, aggiunge Van Aalst sorridendo. Le statue, prosegue, sono fatte usando tecniche diverse: c’è una macchina che produce neve in loco, con cui, appunto, è realizzata parte delle opere; alcuni blocchi di ghiaccio quadrati, invece, arrivano direttamente dal sud della Francia. “Sono realizzati apposta per noi, a -30° Celsius e sono fatti in modo da rimuovere tutte le bolle d’aria che possono formarsi all’interno. Per il trasporto, sono messi in scatole speciali per evitare le fratture”.

© Carlotta Casamassima

© Carlotta Casamassima

Se il prodotto finale non è troppo grande, ad ogni blocco corrisponde una statua. Quando si tratta invece di creare grandi opere architettoniche, come le colonne egizie, veri e propri “impilatori” professionisti si occupano di allegare i blocchi di 50cm quadrati in strutture complesse. “Sono originari della Lituania o della Finlandia e fanno questo di professione: girano il mondo e mettono insieme il ghiaccio. Non è un lavoro semplice, si usa dell’acqua ma ci vuole molta professionalità per far venire il risultato il più pulito possibile”, conclude Van Aalst.

Vi tornano in mente le prime scene di Frozen? L’immagine è molto simile a quella: lavoratori del ghiaccio alle prese con strumenti e strumentini, grattugge finanche, per dare forma a un materiale all’apparenza duro, ma in realtà molto malleabile, come ci spiega Laura Scavuzzo, scultrice e scenografa italiana che ormai per il terzo anno partecipa all’evento.

© Carlotta Casamassima

© Carlotta Casamassima

“Il ghiaccio si lavora bene con piccoli strumenti molto affilati. Seghetti o lame a denti molto taglienti, che riescono a scavare molto a fondo e che aiutano a dare una forma omogenea”. La difficoltà maggiore sta, tuttavia, nel mantenere la purezza del ghiaccio, prosegue. “Quando sbagli di solito puoi rimediare con una mistura di acqua ghiacciata e neve, ma di solito si punta a non fare errori, perché il ghiaccio dovrebbe rimanere intatto e limpido”.

Una volta completata, l’opera è poi rifinita con la carta vetrata e fissata con acqua, che congelando rende la superficie liscia e lucente. “Il processo è lungo e, per un evento di questo tipo, siamo a lavoro già da dieci giorni”, conclude Laura.

Non resta che aspettare l’apertura delle porte, allora, e godersi il risultato finale tra musiche, luci ed effetti speciali.

Stavolta, però, è meglio portarsi dietro le scarpe da neve.






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