Tony Webster from San Francisco, California, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

Una settimana dopo la denuncia di oltre mille residenti contro Tata Steel, l’acciaieria di IJmuiden afferma di voler affrontare più rapidamente il problema del disturbo ai residenti, dice NOS.

L’azienda annuncia oggi misure per ridurre gli odori, la polvere e il rumore dal 2023 quando in precedenza, la società aveva parlato di 2025. Per inciso, le misure non sono nuove, ma erano già state annunciate in parte nel 2019 e in parte alla fine del 2020. L’azienda ora vuole attuare parte di quei piani, che costeranno 300 milioni di euro e intende farlo più velocemente.

Tata Steel realizzerà, quindi, un impianto che ridurrà le emissioni di particolato, azoto e metalli pesanti, al costo di  150 milioni di euro. E non si tratta di un intervento da poco: l’azienda è il più “grande inquinatore” nei Paesi Bassi e la sua acciaieria è da anni nella bufera.

La scorsa settimana, dice ancora NOS,  più di mille residenti hanno deciso di citare in giudizio la società. Accusano Tata Steel di “continuare consapevolmente a rilasciare nell’ambiente sostanze pericolose e cancerogene”.

Una ricerca di RIVM aveva già messo in luce come l’area di IJmuiden debba regolarmente fare i conti con la scarsa qualità dell’aria a causa delle alte concentrazioni di particolato. La popolazione ha maggiori probabilità di soffrire di problemi di salute come mal di testa e nausea. Anche i disturbi cardiaci, il diabete e il cancro ai polmoni sono più comuni, ha concluso RIVM.

Ma il problema non è solo per la salute: come l’ILVA in Italia, anche quì il lavoro di 30.000 persone dipende indirettamente da Tata Steel.