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CULTURE

If I can’t dance edizione IV, la terra di mezzo tra arte contemporanea e politica

La guerra civile Guatemalteca; la genealogia del "nuovo materialismo femminista" e "la differenza sessuale"

en

di Livia Marques

 

If I can’t dance, I don’t want to be part of your revolution, (Se non posso danzare, non voglio far parte della vostra rivoluzione n.d.r.) una costellazione di performances, video, presentazioni di libri, conferenze, mostre, installazioni e incontri animano dal 24 novembre varie locations sul versante Oost del centro storico di Amsterdam, e giunge ora all’ultimo weekend.

Il programma internazionale, ricco assortimento di appuntamenti, ha messo in evidenza progetti realizzati da artisti e ricercatori durante la residenza per la VI Edizione – Event and Duration (2015 – 2016).

naufus-ramirez-figueroa-video-still-of-the-performance-illusion-of-matter-bmw-tate-live-performance-room-tate-modern-london-3-december-2015Citando il sito web dell’evento: “If I can’t dance, I don’t want to be part of your revolution produce opere d’arte e programmi tematici. Partendo da uno spirito di aperta discussione e di continua indagine con artisti e ricercatori, If I can’t dance si pone l’obiettivo di esplorare l’evoluzione e i formati della performance e della performatività nell’arte contemporanea.”

Gli artisti coinvolti in questa VI edizione sono Naufus Ramírez-Figueroa, Joke Robaard, Leonor Antunes, Alex Martini Roe. I progetti di ricerca Performance in Residence sono a cura di Fred Moten e Wu Tsang, Ueinzz Theatre Company, Erin Alexa Freedman e Lili Huston-Herterich.

I lavori si confrontano con argomenti come la guerra civile Guatemalteca; la genealogia del “nuovo materialismo femminista” e “la differenza sessuale”; archivi fotografici di moda; le frontiere tra arte, vita, follia e soggettività; e molte altre cose. Sul programma possiamo leggere: “La somma di tutti questi eventi dà l’opportunità di riflettere sull’intera esperienza della VI Edizione – Event and Duration, che incentra i suoi punti d’interesse sulle relazioni vissute, l’esperienza della temporalità e le modalità dell’abitare all’interno del tempo e dello spazio, attraverso il quale speriamo si aprano interrogativi sul cambiamento politico e sul futuro possibile”.
fred-moten-and-wu-tsang-sketch-for-gravitational-feelAnche i contributi degli ospiti invitati e associati hanno una loro presenza, tra cui una proiezione a cura di Alejandra Riera in collaborazione con Ueinzz e una lezione di Jon Mikel Euba come parte di una partnership a lungo termine tra If I can’t dance e il Dutch Art Institute (Istituto Olandese dell’Arte).

Così come il Reading Group e il mensile appuntamento con il Dancing Group di If I can’t dance.

Tutti i dettagli del programma e i biglietti sono disponibili online all’indirizzo www.ificantdance.org