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CINEMA

IDFA 2019: cinque documentari che vale(va) la pena vedere nell’attesa che escano al cinema



L’edizione 2019 dell’IDFA (Festival Internazionale del Documentario di Amsterdam) è ormai agli sgoccioli: il documentario sui due registi cubani emigrati In a Whisper di Heidi Hassan e Patricia Pérez Fernández ha vinto l’IDFA Award for Best Feature-Length Documentary mentre For Sama di Waad al-Kateab e Edward Watts si è aggiudicato il premio del pubblico.

Dopo la nomina dei vincitori di giovedì e venerdì scorso, non resta che una piccola nota a margine, quella che riguarda documentari “artistici” che speriamo di vedere presto in sala. Ecco una piccola selezione:

Lemebel

Insieme alla retrospettiva sul cinema di Patricio Guzmán, regista cileno che ha spesso girato sul regime di Pinochet, l’IDFA ha ospitato anche una pellicola sull’artista Pedro Lemebel. Un documentario di Joanna Reposi Garibaldi, amica di Lemebel, che racconta di omosessualità, paura, provocazioni e arte.

Marianne & Leonard: Words of Love

Nick Broomfield, autore di diversi documentari – come ad esempio Biggie & Tupac, Kurt & Courtney, Aileen Wuornos, Tales of the Grim Sleeper – porta sullo schermo il rapporto tra Leonard Cohen e Marianne Ihlen. Il film s’intitola Marianne & Leonard: Words of Love. Prima che Cohen diventasse un cantante di successo, era uno scrittore che decide di trasferirsi sull’isola greca di Hydra. Qui conosce Marianne, per anni sua compagna e musa che ha ispirato la struggente canzone So Long, Marianne. Il film è tanto più biografico perché lo stesso Broomfield – che appare sempre nei suoi stessi documentari – ha poi avuto una relazione con la Ihlen.

True Copy

Non è strano che i falsari siano spesso oggetto di documentari più che gli artisti veri e propri? Il 6 maggio 1994 i gendarmi entrano nella tenuta di campagna francese di Geert Jan Jansen, un pittore olandese, dove trovano più di 1600 opere di Picasso, Dalì, Appel, Matisse e Hockney. Dettaglio sorprendente: la maggior parte di esse sono state dipinte dallo stesso Jansen. Per oltre vent’anni, è riuscito a ingannare il mondo dell’arte e non solo: gli stessi Picasso e Appel hanno involontariamente fornito certificati di autenticità per le sue creazioni. Il film True Copy di BERLIN racconta la sua epica vicenda, dosando una vita vissuta “bugiardamente” e le idiosincratiche finzioni del mondo dell’arte.

Andrey Tarkovsky. A Cinema Prayer

É l’affettuoso omaggio di un figlio al padre. Ma se il babbo è Andrey Tarkovsky, uno dei più grandi registi del secolo scorso, la pellicola non può che lasciare spazio al suo protagonista: lasciando che l’autore di Stalker e Nostalghia racconti se stesso, condividendo con noi i suoi ricordi, la sua visione dell’arte e le sue riflessioni sul destino dell’artista e sul significato dell’esistenza umana. Grazie ad alcune rarissime registrazioni audio, lo spettatore è in grado di immergersi nel misterioso mondo del suo immaginario cinematografico. Il racconto è accompagnato da registrazioni mai pubblicate in precedenza di poesie di Arseny Tarkovsky, uno dei più grandi poeti russi del XX secolo e padre del regista.

Max Richter’s Sleep

Il compositore Max Richter voleva che la gente si addormentasse durante un suo concerto. Questa era l’intenzione di Sleep, la performance che si svolgeva a Los Angeles con letti e tutto il resto. In questo documentario Il sonno di Max Richter racconta il contesto della provocazione in musica. Nel video registrato nel giugno del 2016 all’Opera House di Sydney l’American Contemporary Music Ensemble “esegue”

 






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