The Netherlands, an outsider's view.

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di Nicolò di Bernardo

 

Il ruolo centrale di Ratko Mladic nella pulizia etnica di Srebrenica e nei crimini di guerra avvenuti tra il 1992 e il 1995 in Bosnia è stato confermato dai giudici del Tribunale Internazionale per i Crimini nell’ex Yugoslavia (ICTY). La corte ha pronunciato il suo verdetto per Mladic alle 12:03, condannandolo all’ergastolo e accogliendo la quasi totalità delle richieste della pubblica accusa.

Secondo il giudice Alphons Orie, tra il 1992 e il 1995 e in particolare nel luglio di Srebrenica le truppe del SRK si sarebbero innegabilmente macchiate di genocidio, persecuzioni, sterminii e trasferimenti forzati. Mladic era allora comandante delle truppe serbe e lo sarebbe rimasto almeno fino al 8 novembre 1996, ordinando direttamente numerose stragi e compiendo crimini contro l’umanità in molte città tra cui proprio Srebrenica. Il contributo dell’imputato sarebbe stato fondamentale, e a lui andrebbero attribuiti gran parte degli arresti e delle esecuzioni di donne, bambini ed anziani avvenute in quegli anni lontano dalle telecamere.

I giudici hanno validato anche l’accusa per genocidio, che era già stato riconosciuto come tale in verdetti precedenti, ma per il quale non era certo sussistessero le prove necessarie a stabilire la premeditazione e intenzionalità dell’ex generale.

La lettura del verdetto, programmata per le 10 di questa mattina, è stata interrotta su richiesta della difesa per un calo della pressione di Mladic, cui è stata concessa una breve pausa. L’ex generale ha seguito l’ultima parte in una stanza isolata, dove è stato condotto forzatamente per uno scoppio d’ira dovuto alla decisione del giudice di non permettere altre interruzioni.