Un tribunale preliminare dell’ICC ha rigettato la richiesta delle isole Comore di rivedere la decisione della Procuratrice di non aprire un’indagine. Lo riporta un comunicato stampa della Corte.

Il governo delle isole Comore nel 2013 aveva sottoposto alla Corte una richiesta di indagare crimini commessi da Israele nel 2010 contro una flotta di aiuti umanitari legata alla striscia di Gaza.

Nel 2014 la procuratrice aveva rifiutato la richiesta di chiamare un tribunale dell’ICC per indagini sul caso, sostenendo che le possibili dispute internazionali derivanti da esso non fossero abbastanza gravi per l’ICC. Negli anni seguenti il tribunale preliminare ha chiesto più volte alla Procuratrice di rivedere la sua decisione.

Nel 2019 in seguito a revisione, la Procuratrice ha confermato in modo definitivo che non avvierà indagini. Il motivo è sempre lo stesso: rispetto al mandato della Corte, si tratterebbe di fatti di scarso rilievo.

Oggi il tribunale sostiene che “la Procuratrice nel 2014 non ha mai considerato in modo adeguato la propria decisione. Inoltre non ha considerato gli errori commessi nella decisione del 2015 e rilevati dal suddetto tribunale. La procuratrice ha infine commesso nuovi errori nel giudicare la gravità dei fatti.”

Tuttavia” prosegue il comunicato, “abbiamo ritenuto di non chiedere ulteriormente alla Prosecutrice di riconsiderare la sua decisione. In base alle linee guida fornite dalla Corte d’Appello, non è chiaro se e in che termini si può fare richiesta alla Prosecutrice di correggere ancora gli errori. La giurisprudenza corrente non stabilisce con chiarezza le prerogative della Procuratrice e quelle dei tribunali preliminari.”