Un comandate libico, accusato di essere coinvolto nell’esecuzione sommaria di dozzine di persone dalla Corte Penale Internazionale (CPI), si è costituito mercoledì al commando militare nell’Est della Libia.

La CPI da tempo esercitava pressione su Khalifa Haftar, leader del comandante accusato Mahmoud al-Werfalli, affinchè questi si consegnasse e affrontasse il tribunale di guerra. A raccontarlo è Mahmoud Abdelwahed di Al Jazeera, giovedì a Tripoli.

Al-Werfalli è un comandate membro dell’unità dirigente dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), la forza dominante nell’Est della Libia.

Il reporter di Al Jazeera racconta che al-Werfalli potrebbe anche già essere stato rilasciato di seguito alle proteste che nella serata di mercoledì hanno riempito le strade della città richiedendo la sua liberazione: “Dopo che si è consegnato al commando centrale del Generale Haftar, da Benghazi militari e civili armati, hanno protestato per le strade, bloccandole con copertoni infuocati. Minacciavano che se al-Werfalli non fosse stato liberato, avrebbero travolto anche il commando centrale nella città di Rajma (a sud di Benghazi)”.

L’Esercito Nazionale Libico (LNA) ha vinto nel 2017, dopo tre anni, una campagna militare contro il controllo rivale di Benghazi. Al-Werfalli è accusato ora dalla Corte Penale Internazionale (TPI) di aver partecipato a sette incidenti avvenuti nelle fasi finali della campagna, nei quali 33 persone hanno perso la vita.

La CPI emanò un mandato di cattura per al-Werfalli già lo scorso agosto. Nello stesso mese, l’Esercito Nazionale Libico sosteneva di aver trattenuto al-Werfalli e di averlo indagato, ma il Tribunale ricevette relazioni successive che vedevano al-Werfalli ampiamente coinvolto in ulteriori omicidi.

Lo scorso mese l’Onu ha richiesto che al-Werfalli fosse consegnato alla Corte Internazionale immediatamente dopo l’apparizione di immagini che sembravano ritrarlo mentre sparava e uccideva 10 persone di fronte alla moschea di Benghazi, colpita i giorni precedenti da due auto bombe.

Un video, postato sui social, nella serata di martedì mostra un uomo in uniforme del tutto somigliante a al-Werfalli seduto  in un località non identificabile. L’uomo nel video spiegava che si sarebbe consegnato personalmente alla polizia militare nel quartier generale dell’Esercito Nazionale Libico ad Est della città di Marj. Stava rispondendo all’ordine del commando generale dell’Esercito per cui avrebbe dovuto essere trattenuto e indagato.