L’ICC va protetta dalle minacce di Trump: lo hanno dichiarato alcuni Stati in un’assemblea delle Nazioni Unite.

Il 2 novembre  71 Stati, durante una plenaria delle Nazioni Unite, hanno pubblicato una dichiarazione in cui si impegnano a proteggere il ruolo dell’ICC.

Si legge nel documento: “I paesi firmatari si impegnano a difendere l’operato della corte e la sua indipendenza, da qualunque minaccia all’istituizione e ai suoi funzionari”.

La dichiarazione è verosimilmente una risposta alle sanzioni imposte da Trump ai funzionari della corte e in particolare alla prosecutrice Fatou Bensouda.

Hanno supportato la dichiarazione tutti i membri della NATO – tranne ovviamente gli Stati Uniti – e  Nigeria, Sudafrica e altri stati africani.

C’è un legame importante tra l’ICC e l’Africa. Infatti numerosi casi su cui essa lavora riguardano proprio violazioni dei diritti umani commesse nel continente africano. Molti capi di Stato nel continente hanno spesso attaccato la corte e cercato di delegittimarla. Ad esempio Yoweri Museveni dell’Uganda e Jacob Zuma hanno più volte minacciato di ritirarsi dalla giurisdizione della corte.

Inoltre, la prosecutrice Fatou Bensouda proviene dal Gambia e altri quattro giudici sono africani.

Gli Stati Uniti hanno un rapporto conflittuale con l’ICC. Hanno firmato ma mai ratificato il trattato di Roma (1998) che l’ha istituita.

Il ruolo dell’ICC – un tribunale internazionale permanente – è giudicare gli Stati in casi di genocidio e crimini contro l’umanità. Attualmente l’ICC sta lavorando a diversi casi sollevati da governi africani, ad accuse contro Israele e ad un caso che riguarda la guerra in Afghanistan.

In questo ultimo caso, la corte sta lavorando sul coinvolgimento di unità militari statunitensi in dei crimini commessi nel 2004. Proprio questo ha fatto infuriare Trump. L’ormai ex presidente lo scorso ottobre ha emesso delle sanzioni economiche rivolte ai funzionari della corte.

Tutti i presidenti statunitensi hanno usato le sanzioni contro altri governi, a volte contro privati. Ma mai nessuno le aveva usate, come ha fatto Trump, contro un’istituzione internazionale. Un membro dell’amministrazione aveva addirittura proposto di abolire l’ICC.