Il Procuratore Generale in Ucraina ha inviato l’ottava notifica alla Corte Penale Internazionale (ICC), con sede a l’Aia, fornendo nuove prove di crimini russi in Crimea. Queste riguardano in particolare violazioni sistematiche dei diritti di proprietà da parte delle autorità russe occupanti, come riportato dall’agenzia di stampa ucraina Unanian.

Nel 2014 la Crimea ha annesso la Russia,  violando le norme internazionali e umanitarie, dicono gli ucraini. Le azioni delle autorità russe nel territorio occupato sono qualificate come “crimini di guerra”. Secondo quanto riportato dal PGO, “I materiali sono stati raccolti dalla Procura per la Repubblica autonoma di Crimea [controllata dall’Ucraina] insieme all’ONG Regional Center for Human Rights”.

3.962 persone sono state identificate come vittime di violazioni del diritto di proprietà. Tra queste, 3.712 hanno visto le loro terre confiscate illegalmente e altre 250 hanno perso i loro immobili, distrutti dalle forze russe occupanti, dice ancora l’agenzia ucraina.

Queste azioni, dice la Procura di Kiev, costituiscono una grave violazione degli articoli 53 e 147 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949. Secondo quanto riportato dai procuratori e dagli attivisti per i diritti umani, ogni giorno si registrano almeno due vittime in territorio occupato.

Le prove raccolte come parte del caso sono state inoltre incluse nella notifica di informazione indirizzata alla Corte penale internazionale.