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ICC, il procuratore Bensouda all’ONU: la Libia consegni immediatamente il figlio di Gheddafi

Il figlio di Gheddafi, sarebbe stato condannato a morte, quindi liberato dalle milizie che lo avevano arrestato all'indomani della primavera araba



La Corte penale internazionale (ICC) ha criticato la Libia per non aver consegnato 2 alti funzionari contro i quali i giudici de  l’Aja hanno spiccato un mandato di cattura. Si tratta del figlio di Gheddafi Saif al-Islam e di Mahmoud Warfali, fedelissimo del comandante Haftar.

Parlando al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Fatou Bensouda, capo della Procura presso la Corte de l’Aja ha chiesto ad Haftar, a capo del governo libico non riconosciuto, che controlla la regione della Cirenaica, di mostrare la sua buona fede consegnando Warfali nel mese di agosto.

Ma la Lybian National Army, l’autorità guidata dal generale, dopo aver assicurato collaborazione ha fatto sapere ai giudici di Den Haag che un’indagine interna non aveva riscontrato responsabilità a carico dell’ex braccio destro di Haftar.

Durissimo il capo della procura Bensouda ” Haftar dimostri, con azioni concrete, il rispetto per la giustizia internazionale, trasferendo immediatamente il signor Al-Warfali alle autorità libiche (al governo riconosciuto di Tripoli) cosi che possa essere immediatamente consegnato a l’Aja”.

Oltre ad Al-Warfali, i giudici cercano anche il figlio dell’ex rais Saif Al-Islam e Al-Tuhamy Mohamed Khaled, capo delle forze di sicurezza di Gheddafi. Entrambi sono ricercati per crimini contro  l’umanità.

Il figlio di Gheddafi, sarebbe stato condannato a morte, quindi liberato dalle milizie che lo avevano arrestato all’indomani della primavera araba. Ma Fatou Bensouda è convinta che l’uomo non farà un giorno di carcere se rimarrà in Libia: per questa ragione, davanti all’assemblea dell’ONU, il pubblico ministero ha chiesto la consegna immediata di Gheddadi.

 

La ICC ha inoltre espresso la sua “preoccupazione” per le recenti testimonianze di omicidi, torture e detenzione prolungati senza processo, nonché il trattamento dei migranti nel paese nei campi ufficiali e non ufficiali.

Il mese scorso sono stati scoperti 36 corpi accanto sul ciglio di una strada vicino alla città di Bengasi. I cadaveri mostravano segni di tortura.






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