CoverPic@ Andrew Davidson | Wikimedia Commons | Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0

Mentre in Inghilterra un’opera di Banksy è stata venduta all’asta alla cifra record di 19,45 milioni di euro e l’incasso devoluto al settore sanitario inglese, in Belgio è polemica.

La mostra che sancisce l’inaugurazione della galleria Deodato Art di Bruxelles, Banksy: the Brussels show, sta attirando molte critiche dal mondo della street-art. Al centro delle accuse la vendita di opere autentiche senza il permesso dell’artista.

Game changer: la cifra recorda per beneficienza in UK

In Inghilterra l’opera in bianco e nero intitolata Game changer, del valore di 2,5-3,5 milioni di sterline, alla fine è stata battuta da Christie’s per un prezzo quattro volte maggiore, superando il precedente record (nel 2019 il Devolved Parliament è stato infatti venduto per 11,5 milioni di euro). Game changer mostra un bambino che ripone in un cesta di giocattoli Batman e Spiderman per prendere un’altra bambola: un’infermiera con il mantello da supereroina.

Lo stesso Banksy aveva inviato la tela al Southampton General Hospital in maggio, durante la prima ondata, con una nota allegata: “Grazie per tutto quello che fate. Spero che questo ravvivi un po’ le cose, anche se è in bianco e nero”. L’opera, che verrà presto sostituita da una sua copia, per tutto l’anno è stata appesa in un corridoio vicino al pronto soccorso ed è stata un supporto incoraggiante per il personale e i pazienti.

La controversa mostra di Bruxelles

Se l’Inghilterra ride, il Belgio un po’ meno. La galleria Deodato Art in Rue Saint-Jean a Bruxelles è stata inaugurata lo scorso mercoledì: in mostra 17 opere – la maggior parte delle quali serigrafie in edizione limitata – dell’anonimo artista di strada.

Il loro valore varia tra i 30.000 e il mezzo milione di euro per la serigrafia di The Flower Thrower. Secondo Marzia Pasqualone, direttrice della galleria, “la maggior parte delle opere vendute sono dotate di cornice, il che è eccezionale”, ha detto a Het Nieuwsblad, aggiungendo che le stampe che non hanno la firma di Banksy sono più economiche di quelle che ce l’hanno. “Il noto Flower Thrower, invece, non è in vendita. Quell’opera è troppo preziosa e viene regolarmente prestata ai musei“, ricorda Pasqualone.

Le accuse alla galleria

“In una parola: disgustoso”, così ha bollato l’operazione Bjorn van Poucke, esperto di street art e curatore della Ruby Gallery di Bruxelles. “Penso che sia disgustoso che qualcuno voglia fare soldi approfittando di Banksy”.

Secondo il sito della Deodato Art, “tutte le opere esposte sono originali e certificate” ma la mostra non è autorizzata da Banksy, che non dà mai il permesso che le sue opere siano gestite da gallerie o musei. “La maggior parte di quelle opere sono vendute da Banksy a un prezzo molto ragionevole – tra i 100 e i 1.000 euro – in modo che chiunque possa acquistarle“, ricorda van Poucke.

Fare soldi con l’arte non è sbagliato, ma le gallerie devono farlo con il consenso dell’artista

“Quando facciamo una mostra, parliamo del progetto e del concetto con l’artista”, ha aggiunto van Poucke. “Ci assicuriamo che le persone che visitano la mostra siano in qualche modo condotte in un viaggio nel mondo creativo di quell’artista”.

La risposta della Deodato e di Banksy

A Van Poucke risponde il proprietario della galleria, Salafia Deodato: “Siamo una galleria d’arte, quindi speriamo di vendere. È un buon affare per me, è un buon affare per Banksy, è un buon affare per i miei dipendenti, ed è un buon affare per il Belgio perché pagherò le tasse“.

Sul sito web di Banksy, tuttavia, l’artista ha annunciato che “il pubblico dovrebbe essere a conoscenza del fatto che la recente ondata di mostre non è mai stata autorizzata“, invitando a trattarle di conseguenza.