By LT. STACEY WYZKOWSKI – http://www.dodmedia.osd.mil/, Public Domain, Link
Il tema dei “cecchini turisti”, lo scandalo scoppiato in Italia, era già stato menzionato durante il processo del Tribunale dell’Aia contro Ratko Mladić. Un testimone aveva dichiarato di aver visto più volte individui, riconoscibili per abbigliamento e armi, che gli sembravano turisti. Mladić è stato poi condannato all’ergastolo dal Tribunale per l’ex Jugoslavia, dice NOS.
Il Ministero della Giustizia in Italia sta indagando su presunti viaggi organizzati negli anni ’90, durante i quali cittadini italiani avrebbero pagato per recarsi in Bosnia e sparare sui civili. Secondo le accuse, gli italiani si sarebbero recati nella capitale assediata, Sarajevo, per partecipare a una sorta di “safari da cecchino”, pagando somme di denaro ai militari serbo-bosniaci.
Durante i quattro anni d’assedio di Sarajevo morirono circa 11.000 persone. Le truppe serbo-bosniache, guidate da Ratko Mladić, tenevano la città sotto controllo dalle colline circostanti, da cui i cecchini avevano una visuale ampia. Una delle principali strade della città divenne tristemente nota come Sniper Alley, la “strada dei cecchini”.
Testimonianze e inchiesta
Le voci su ricchi stranieri che pagavano per sparare sui civili a Sarajevo circolano da tempo. Si dice che pagassero somme ingenti ai soldati di Mladić per poter “partecipare”, dice NOS citando la stampa italiana. Il giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni ha raccolto numerose testimonianze su questi “turisti cecchini”, inviandole insieme a un rapporto dell’ex sindaco di Sarajevo alla procura italiana, che ha così avviato un’indagine.
Pagamenti fino a 100.000 euro
Tra le prove raccolte dal giornalista figura anche la testimonianza di un ufficiale dei servizi militari bosniaci. Secondo lui, i colleghi scoprirono i “safari” alla fine del 1993 e passarono le informazioni ai servizi segreti italiani. Nel giro di pochi mesi, i viaggi dall’Italia cessarono.
I cosiddetti “turisti” avrebbero pagato tra 80.000 e 100.000 euro per sparare sui civili dalle postazioni serbo-bosniache sulle colline. Per colpire bambini, riferisce la fonte, si pagava un supplemento; gli anziani, invece, “erano gratis”. Il quotidiano Il Giornale sostiene che almeno un centinaio di italiani sarebbero stati coinvolti. Anche cittadini di altri paesi occidentali – tra cui Stati Uniti, Canada, Russia, Francia e Germania – sarebbero andati in Bosnia per sparare con armi vere.







