The Netherlands, an outsider's view.

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OLANDA ROMANA

I Romani sono mai stati ad Amsterdam?

CoverPic@Pixabay
Amsterdam è più “giovane” rispetto alla maggior parte delle città europee. Non esiste alcuna preistoria accertata di migrazioni, di caserme o templi militari; imperatori e re non vi hanno mai fatto la corte. “L’origine e la crescita precoce di Amsterdam sono nascoste in una fitta nebbia di dubbi e incertezze“, scriveva Jan Wagenaar, uno dei primi storici della città, nel XVIII secolo.
Non sorprende, quindi, che nessuno sappia davvero molto sul passato della città.
Un paio di anni fa però gli archeologi hanno fatto un’interessante scoperta: le tracce più settentrionali di un insediamento romano sulla terra ferma europea. Questa scoperta solleva un vecchio interrogativo: i romani sono mai stati ad Amsterdam?

Le tracce romane ad Amsterdam

Negli anni ’70 – mentre si scavava la prima linea della metropolitana di Amsterdam – vennero ritrovate alcune monete imperiali. Soldi risalenti ai primi tre secoli d.C. e raffiguranti gli imperatori Vespasiano e Giustiniano. Durante l’affondamento di un cassone per la costruzione della metropolitana è anche stata trovata una “spilla” romana, che chi indossava deve aver perso nella zona della Weesperstraat all’inizio dell’era cristiana. Nelle acque dell’Amstel è stato poi ritrovato anche un busto raffigurante un imperatore.
Certo, non abbastanza per affermare che Amsterdam fosse un insediamento romano. È tuttavia probabile che i Romani conoscessero la zona e l’abbiano esplorata con delle imbarcazioni. Il terreno del resto era troppo melmoso per passare a piedi o cavallo.

Il castrum e il porto di Flevum

Per anni si è pensato che l’avamposto romano più a nord fosse Flevum, le due fortificazioni e l’antico porto che Augusto costruì dove oggi sorge la cittadina di Velsen, ma che allora era considerata Frisia.

Flevum I e II, scoperte alla foce dell’attuale Canale del Mare del Nord, erano rispettivamente un piccolo campo realizzato da Tiberio, reso poi castrum e porto da Germanico intorno al 14 d.C – dopo la sconfitta romana di Teotoburgo nel 9 d.C. – e una fortificazione eretta da Caligola 25 anni dopo, nel 40 d.C.
Compito delle fortificazioni era di controllare l’Oer.Ij, lo sbocco più a nord del Reno, e l’accesso al lago Flevo. La pianta originaria delle fortificazioni era triangolare e molto semplice: un’ettaro di terreno delimitato da un terrapieno e una palizzata in legno.
Come in quasi tutti i forti romani, il “lusso mediterraneo” era all’ordine del giorno. Gli archeologi hanno trovato tracce d’olio d’oliva e della salsa di pesce (garum) originaria dell’Andalusia, insieme a vino proveniente da Francia, Italia e dalle isole greche di Rodi e Kos. Le prove epigrafiche suggeriscono che nel forte c’erano romani, ma anche molte persone provenienti dalla Spagna.

Non lontano dall’insediamento militare è stato scoperto un piccolo santuario frisone in uso dalla prima età del ferro fino al III secolo d.C. (“Velserbroek”). È possibile che la presenza divina sia stata una delle ragioni per cui i romani si insediarono a Velsen.

La torre di Krommenie

La scoperta più interessante è quella avvenuta nel 2018. A circa 20 chilometri a nord ovest di Amsterdam, vicino alla città di Krommenie, è stata ritrovata una torre di guardia quasi sicuramente romana.
I Frisoni infatti, molto più numerosi nella zona, non costruivano torri di guardia. Nel luogo dello scavo sono state trovate anche una lampada a olio e materiale per scrivere, cosa poco usuale tra le popolazioni del nord.
I resti in legno di questa struttura pentagonale sono stati datati al I secolo d.C. tramite il carbonio 14. La torre di guardia alla base era di circa tre metri per tre. Intorno ad essa si trovava una palizzata delle dimensioni di mezzo campo da calcio, ricorda Piet Kleij, archeologo del comune di Zaanstad, di cui Krommenie fa parte.

Questa non è però la prima scoperta a nord del confine romano più settentrionale, il cosiddetto Limes – più o meno il vecchio tracciato del fiume Reno.

Il confine settentrionale dell’impero romano è stato a lungo segnato dal fiume. Attualmente nei Paesi Bassi il corso del Reno scorre molto più a sud rispetto ai tempi dei romani. Le città di Maastricht, Nimega e Utrecht sorgevano attorno ai confini più settentrionali.

Oggi Amsterdam si trova proprio tra questi “limes” romani e la roccaforte romana scoperta nel 2018.

Che ci facevano i Romani così a nord?

Che cosa pensare del rapporto tra i Romani ed Amsterdam? Nella migliore delle ipotesi, le truppe romane potrebbero aver usato i corsi d’acqua a nord del Limes per raccogliere informazioni e reclutare soldati per l’esercito romano. Intorno al IV secolo l’Impero romano perse lentamente il controllo sull’attuale Olanda. L’eredità lasciata dai Romani non è così impressionante come in altre regioni forse a causa del territorio ostile e della scarsa popolazione.
L’archeologo Kleij ipotizza che la costruzione di un castellum vicino a Velsen, poco più a sud di Krommenie, potrebbe aver fatto parte di un progetto di espansione verso nord.
Insieme alle recenti scoperte, sono in corso nuove ricerche per capire fino a che punto fosse romana la zona in cui sorge Amsterdam.