La domanda di cure in terapia intensiva in Olanda diventerà troppo grande nelle prossime settimane, mettendo a rischio la qualità dell’assistenza: è quanto raccontano a Nieuwsuur i responsabili delle unità di terapia intensiva degli otto ospedali accademici.

Secondo i dirigenti l’adozione di misure politiche per ridurre i tassi di infezione si renderebbe necessaria.

RIVM ha riportato 8.219  test positivi nella giornata di oggi, 243 in più rispetto a ieri, ossia il numero più alto da quando il governo riaprì tutto a luglio, per poi dover fare una rapida marcia indietro con l’impennata dei contagi.

Attualmente le persone ricoverate in ospedale sono 1.122, di cui 220 in terapia intensiva. Inoltre, sono ancora 538 i pazienti in terapia intensiva non ricoverati per Covid.

“Come responsabili delle unità di terapia intensiva universitaria per adulti, abbiamo lavorato insieme a tutti gli operatori sanitari per più di un anno e mezzo per fornire la giusta assistenza a tutti coloro che ne avevano bisogno”, hanno affermato i dipartimenti in una dichiarazione congiunta.

Il rischio di problemi più grandi aumenta e mette a repentaglio la vita dei pazienti.

Gli otto ospedali temono di non essere più in grado di fornire lo standard sanitario minimo in caso di sovraffollamento: “Non consideriamo fattibile il numero previsto di letti IC di 1350”, afferma Peter van der Voort, rianimatore presso l’UMCG, a nome degli ospedali. “Inoltre, con i 700 pazienti covid attesi in terapia intensiva, sono rimasti troppo pochi letti in IC per cure non covid”.

Quest’ultimo preoccupa Van der Voort. “Il ridimensionamento è già in atto: ciò significa che le operazioni pianificate non avranno luogo”.

Un altro problema è la carenza di personale. “Poi dobbiamo aumentare il numero di posti letto per infermiere, da 1 a 2 a 3 a 4. Questo porterà inevitabilmente a una perdita di qualità: aumenta il rischio di problemi più grandi ed è pericoloso per il paziente”.

Secondo Van der Voort, la formazione del nuovo personale IC è in pieno svolgimento, ma non procede abbastanza velocemente, dice NOS. “Abbiamo aumentato la capacità della nostra formazione. Ma la formazione per diventare un infermiere di terapia intensiva dura un anno e mezzo, i primi devono ancora essere completati. Quindi, a conti fatti, ora abbiamo meno infermieri.