Anni di ricerche al Van Gogh Museum di Amsterdam sui famosi Girasoli di Vincent van Gogh hanno rivelato che il dipinto si trova in uno stato stabile, ma fragile. 

“È per questo che abbiamo deciso che i girasoli non si allontaneranno più dal museo: d’ora in poi, questo capolavoro della nostra collezione rimarrà custodito ad Amsterdam, a disposizione di tutti i nostri visitatori ogni giorno dell’anno”, così si esprimeva l’allora direttore del museo Axel Ruger in un comunicato sul sito del museo nel gennaio del 2019.

Dal 2016 un gruppo di esperti, guidati da Ella Hendriks, ex responsabile della conservazione e attuale professoressa di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali presso l’Università di Amsterdam, ha studiato le condizioni del dipinto.

Sono state impiegate le più recenti tecniche per raccogliere quante più informazioni possibili sui materiali utilizzati nella pittura, quale tipo di restauro fosse necessario e cosa si potesse fare per preservare il quadro nel miglior modo possibile. 

“Una conclusione degna di nota della ricerca è che gli strati di vernice sono stabili, ma molto sensibili alle vibrazioni e ai cambiamenti di umidità e temperatura. È quindi importante che il dipinto sia spostato il meno possibile, e che venga ospitato in un ambiente con condizioni di temperatura stabili“, dichiarava Ruger un anno fa: “Per evitare qualsiasi rischio, abbiamo deciso che i girasoli non viaggeranno più”

I Girasoli sono stati dati in prestito solo sei volte nei 46 anni di storia del Museo Van Gogh. L’ultima volta è stata nel 2014, quando il dipinto è stato affidato alla National Gallery di Londra. 

Il quadro, che risale al 1889, è attualmente custodito nello studio di conservazione del Museo Van Gogh, sottoposto a un trattamento conservativo di lieve entità. Tornerà ad essere esposto il 22 febbraio. 

Tra il 21 giugno e il 1 settembre del 2019, i girasoli sono stati al centro della mostra Van Gogh and the Sunflowers, che ha illustrato le ricerche e i trattamenti di conservazione applicati al dipinto.