Secondo le nuove linee guida del ministero dell’istruzione, ai bambini delle scuola primarie, figli di migranti e richiedenti asilo, dovrebbero essere insegnate, oltre l’olandese, anche le loro lingue native.

La nuova direttiva è stata discussa a partire dagli ultimi 20 anni, secondo cui, in Olanda, un’educazione linguisticamente inclusiva sia vista come il modo migliore per integrare i bambini provenienti da altri Paesi.

Una delle sostenitrici di questa linea, Maaike Hajer, afferma che, secondo la ricerca, i bambini migranti si sentono più sicuri quando posso utilizzare la propria lingua madre in classe. “E ‘molto importante lavorare con loro a partire da questa base”, ha detto a NOS Radio 1 Journaal.
Secondo Hajer, parlare diverse lingue in classe non ha necessariamente un impatto negativo sull’apprendimento dei bambini.

“Per potersi sostenere a vicenda, i bambini non devono relazionarsi l’un l’altro nello stesso modo“, ha detto.
Per facilitare questo processo, si dovrebbe assumere sempre più un personale multilingue, come accade in paesi come la Svezia. Ma Hajer sostiene:”È possibile lasciare che i bambini si spieghino le cose tra loro in autonomia, ricorrendo eventualmente a Google Translate, o al supporto dei genitori. Esistono diversi tipi di possibilità per portare avanti questa linea educativa d’integrazione”.