La situazione dei musei, nonostante la prossima -parziale- riapertura prevista per il I giugno, rimane critica: il pacchetto di aiuti previsto dal governo per sostenere il settore della cultura è insufficiente perché la maggior parte delle organizzazioni sovvenzionate sono idonee, quindi l’importo totale finisce per diventare una goccia nell’oceano.

In precedenza l’associazione dei musei olandesi avvertiva che 100 dei 400 musei avrebbero rischiato la chiusura prima della fine dell’anno e che i musei di piccole e medie dimensioni sarebbero stati colpiti più duramente. Ad inizio maggio,  il museo di borse e portafogli di Amsterdam, gestito da un’associazione indipendente, è stato il primo museo ad annunciare la sua non riapertura.

L’organizzazione VSCD, che riunusce i teatri e le sale da concerto, ha calcolato che fino a un terzo dei suoi 127 associati potrebbe fallire, ha quindi chiesto in una lettera 55 milioni extra per il proprio settore. VSCD ha detto che le misure che il governo potrebbe introdurre sono: il taglio dell’IVA dai biglietti e  una sostanziosa donazione alle amministrazioni locali in modo che possano sostenere i teatri di quartiere.

Senza una supporto extra il paesaggio culturale si trasformerà in una “terra desolata”, ha riportato NOS dalla lettera dei direttori dei musei; lettera che è stata firmata dai direttori del museo Boijmans Van Beuningen a Rotterdan, dal museo Centraal di Utrecht, dal Kunstmuseum a Den Haag e dal museo Stedelijk ad Amsterdam.

Rein Wolfs, direttore del museo Stedelijk ha detto che anche se il primo ministro Rutte ha annunciato la parziale riapertura dei musei  il costo dei protocolli d’igiene e lo spazio per la distanza sociale sarebbero proibitive per molte strutture.