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I data center nel Noord Holland utilizzano così tanta acqua per raffreddare le apparecchiature che potrebbe esserci una carenza per la fornitura del servizio, scrive il Telegraaf che ha visionato documenti riservati della provincia.

Inoltre, all’acqua di raffreddamento vengono aggiunte sostanze chimiche sconosciute che vengono versate nell’ambiente. Secondo il giornale, i funzionari non hanno deliberatamente pubblicato un rapporto investigativo critico su questo punto.

Secondo le stime dei funzionari, due data center esistenti nel comune di Hollands Kroon consumano 525 metri cubi di acqua potabile all’ora dice NOS. Ciò ammonterebbe a 4,6 milioni di metri cubi l’anno. Per fare un confronto, una famiglia di 4 persone utilizza 163 metri cubi all’anno, secondo Nibud.

Il comune vuole concedere permessi per altri cinque nuovi data center, il che aumenterebbe la necessità di acqua di raffreddamento di circa 10 milioni di metri cubi all’anno. Un webinar online organizzato dalla provincia mostra che “una carenza di acqua dolce potrebbe verificarsi in condizioni meteorologiche estreme”, dice NOS.

Senza considerare alcune sostanze chimiche che vengono versate nell’acqua, per evitare incrostazioni e depositi di calcio: quell’acqua contaminata, poi, finisce  nelle acque superficiali, nei canali e nell’IJsselmeer, dice l’esperto De Vries a NOS.

Secondo De Vries, il consumo di acqua non viene affatto preso in considerazione quando si concedono i permessi. “Dove se devo ristrutturare casa devo rispettare tutti i tipi di permessi, i governi non stabiliscono alcun requisito per i data center per quanto riguarda il consumo di energia e acqua”.

I data centre stanno diventando un serio problema in Olanda: occupano chilometri quadrati, utilizzano risorse e addirittura, come nel caso del centro di Microsoft, utilizzando tutta l’energia prodotta dalla centrale eolica locale.