La rapper olandese Anne van der Does, in arte “Anne Frank”, cambierà nome dopo una serie di proteste e rivelazioni di vecchie accuse antisemite.

La cantante venticinquenne è stata criticata per aver utilizzato quel nome al rilascio del suo nuovo singolo la settimana scorsa. La canzone prende il titolo di Silence, e contiene riferimenti espliciti al sesso e alle droghe.

Lo stesso Anne Frank House Museum ha definito l’utilizzo di questo nome d’arte del tutto insensibile. La rapper si è difesa: proprio “Anne Frank” era il soprannome a lei attribuito fin dalle scuole elementari.

Ma la diffusione di notizie sul singolo ha catturato l’attenzione del Centro per l’Informazione e la Documentazione su Israele, un comitato di controllo contro l’antisemitismo. 

Secondo le ricerche del Centro, la rapper, in passato, avrebbe pubblicato affermazioni antisemite su Twitter. 

Nel marzo del 2018 Anne scrisse: “Se Taylor Swift fosse ebrea, la ucciderei con il gas personalmente”. Quest’anno invece: “Anna Frank è morta di tifo quindi tecnicamente non è stata assassinata”.

Allo stesso tempo però, la cantante ha rilasciato dichiarazioni discordanti con questi tweet. Sostiene infatti di aver letto il diario di Anna Frank e l’ha definita “un’ispirazione, un modello per chi vive in situazioni insostenibili”.

Il suo manager, il famoso rapper Lange Frans, ha incluso il singolo nel nuovo album. Sostiene di non essere al corrente dei tweet antisemiti. Frans la difende, aggiungendo che la stessa Anne direbbe di non aver mai avuto intenzione di fare del male a nessuno.

A maggio dell’anno scorso ha postato una canzone su Twitter dal titolo Free Palestine: “Ho rispetto per il popolo ebraico perché vengono oppressi da sempre. Se avessi vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale, avrei sicuramente lasciato nascondere gli ebrei in casa mia”.