Quando il ministro per il clima è l’energia Rob Jetten aveva ordinato i comuni di rescindere i contratti con Gazprom, nel tentativo di fermare il flusso di denaro verso la Russia che potesse alimentare la guerra l’Ucraina, non aveva certamente immaginato che anche la soluzione alternativa non avrebbe potuto prescindere da Mosca.

Secondo NOS, Gazprom Energy acquista gas sul mercato europeo, proprio come fanno in Eneco e Green Choice. Per questa ragione, il gas Russo, si mescola con quello di provenienza norvegese, americana e algerina. Alla fine i comuni acquistano questo mix di gas e di fatto continuano a finanziare la Russia.

Non solo: i contratti annullati erano stati stipulati alcuni anni fa ad un prezzo più basso. Cosa accade ora? Che la crisi in corso ha fatto esplodere il prezzo del gas e quindi non solo i comuni non si sono liberati dal giogo russo, ma ora stanno acquistando lo stesso gas a prezzi di gran lunga più elevati.

E per gazprom Energy, non c’è da discutere: la società è controllata al 100% da Mosca e a quanto pare, al momento non ha molte alternative. Il comune di Den Haag ha eseguito l’ordine del Ministero di rescindere il contratto con i russi ma da tre mesi continua a bandire una gara per una nuova fornitura alla quale non si presenta  nessuno.

I comuni che riescono a trovare un nuovo fornitore, finiscono per pagare i prezzi salatissimi. Il gas municipale serve ad alimentare tutte le strutture di proprietà del comune.

La situazione è talmente singolare che i comuni stanno pensando di citare in giudizio il governo e chiede un risarcimento: l’operazione infatti potrebbe costare decine di milioni di euro.

La Germania, dice ancora il portale della TV pubblica, stenta a capire la mossa dei Paesi Bassi: gazprom Germania è stata assorbita interamente dai tedeschi e per questo motivo le entrate derivanti dai contratti compresi quelli dei Paesi Bassi, confluiscono nel tesoro tedesco. Tuttavia, caso unico in Europa, l’Olanda non si fida del fatto che le ex controllate di gazprom che ora vanno sotto un nuovo nome -SEFE-siano interamente immune ai Russi.

Tutti gli altri paesi, Francia Svizzera, Repubblica Ceca, Regno Unito, Stati Uniti e anche l’Italia partecipano a questo progetto e nessuno ha sanzionato la nuova società.

In maniera rocambolesca, l’Olanda per non voler fare favori alla Russia gli sta  praticamente facendo il più grande dei favori: chiudere contratti a costo di mercato di alcuni anni fa e stipularne di nuovi ai prezzi di mercato di oggi, ossia moltiplicati di diverse volte.