In un anno normale, la presentazione dei dati economici cinematografici sarebbe semplicemente una formalità: l‘Associazione Olandese dei Distributori di Film (NVBF) si riunirebbe per la festa di capodanno presso lo storico Pathé Tuschinski. Brindano ai ricavi, ai film, alle sale e poltrone ed agli spettatori che ormai da dieci anni seguono un trend di crescita positivo.

Ma quest’anno è diverso. La presentazione si svolgerà in un Tuschinski freddo e vuoto. Il numero di biglietti venduti è sceso da 38 millioni a 16,8 millioni, con un calo del fatturato dai 348 millioni ai 152 millioni di euro.

Eppure, la quota di mercato dei film olandesi è rassicurante: 20,7%, a seguito del 10,9% deludente del 2019. Seppure chiusi per circa undici settimane da metà marzo e con limiti di 30 spettatori per sala, una volta riaperti, il cinema olandese ha passato un 2020 relativamente buono.

Gli spettatori ai film olandesi sono comunque calati del 20%. L’affluenza è scesa per fino del 73% a seguito dei primi 70 giorni del primo lockdown nazionale, ben dieci percentuali in più rispetto lo stesso periodo nel 2019.

E come sarà il 2021?

Nei prossimi sei mesi il coronavirus continuerà ad essere un problema per i cinema, un fatto rispecchiato dal capodanno sobrio al Tuschinski. Se l’anno scorso si parlava dei nuovi formati cinematografici innovativi, quest’anno l’evento si è concentrato sui piani di risarcimento. C’è un nuova speranza nelle “field labs”, il risultato di uno studio svolto dal Ministero degli affari economici che potrebbe aumentare gli spettatori ai cinema, dice AD.

Inoltre, i cinema sperano vivamente che vengano alleggerite le regole riguardo i servizi di risotorazione. Tendenzialmente, i biglietti venduti coprono appena il sufficiente per chiudere in pareggio. E’ la vendita dei popcorn e la birra belga che creano l’introito. Ma nel 2020, oltre alle undici settimane di chiusura totale, i bar dei cinema sono stati chiusi per altre quindici settimane.

Winnie Sorgdrager, presidente dell’associazione dei cinema NVBF, auspica che il governo possa diventare più flessibile. “L’idea c’è, basta non essere troppo confusionari: non bisogna bere e mangiare nella stessa sala dove si fa l’acquisto.”

Il direttore del leader di mercato Pathé, Jacques Hoendervangers, ha espresso la sua preoccupazione dicendo, “con il massimo rispetto per le misure del governo, però al settore della ristorazione nei cinema non è dato il giusto peso. Una soluzione immediata sarebbe semplicemente considerare i bar dei cinema un banco per il take-away”