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I Caschi Bianchi siriani: angeli o terroristi?

L'Olanda accoglierà 27 Caschi Bianchi in fuga dalla Siria, sospendendo tuttavia i finanziamenti all'organizzazione

di Emma Pelizza

 

La scorsa settimana il Governo olandese ha dichiarato di volere accogliere 27  dei 422 Caschi Bianchi, volontari di soccorso siriani, in fuga dalla patria a causa del timore di una rappresaglia del presidente Bashar al-Assad.

Ma chi sono questi soccorritori la cui vicenda è soggetta, da tempo, a controverse discussioni mediatiche?

I Caschi Bianchi, membri della Difesa Civile Siriana, nascono nel 2013, durante una delle fasi più cruente della guerra civile in Siria. La strategia del presidente Bashar al-Assad, supportato dalla Russia e dall’Iran, di incrementare i bombardamenti contro le zone occupate dai ribelli ostili al regime ha causato la morte di migliaia di civili, mettendone a rischio la vita di altrettanti.

È qui che i White Helmets sono entrati in gioco: fondati dall’ex militare britannico James Le Mesurier, il loro scopo principale è quello di dare soccorso ai civili nelle zone devastate dai bombardamenti e fornire documentazione direttamente dal campo. Una sorta di Croce Rossa islamica e questa immagine viene sottolineata anche dal gruppo che insiste sulla propria neutralità nel conflitto – il loro motto, ripreso dal corano, dice: “To save one life is to save all of humanity”– ed è composto da volontari siriani.

“Ci sono fornai, muratori, taxisti, studenti, maestre, tutti lavori molto lontani da quello di soccorritore. Il gruppo è formato da individui provenienti da realtà molto diverse. Potevano scegliere di prendere una pistola o di diventare rifugiati, ma hanno invece deciso di sollevare una barella”, ha detto lo stesso Mesurier in un’intervista ad Al Jazeera del 2015.

Candidati al premio Nobel per la pace nel 2016, vincitori nello stesso anno del nobel ‘alternativo’ Swedish Right Livelihood Award  e protagonisti dell’omonimo film vincitore dell’Oscar al miglior cortometraggio documentario nel 2017, i Caschi Bianchi sembrano essere un modello eroico di organizzazione volontaria.

Nonostante questi riconoscimenti, dal 2015 il gruppo è oggetto di pesanti attacchi mediatici da parte del regime di Assad e dei suoi sostenitori. Secondo il The Guardian, i Caschi Bianchi sono diventati “vittime della macchina del fanto”. Manipolatori  di informazioni che inscenano finti salvataggi, gruppo di terroristi travestiti da soccorritori volontari, violenti portatori di armi: queste le principali accuse portate avanti dai detrattori dell’organizzazione volontaria.

Ha fatto scalpore sui media di mezzo mondo la posizione di Eva Bartlett, scrittrice ed attivista canadese che ha viaggiato più volte in Siria e partecipando ad una conferenza stampa organizzata dall’ONU nel dicembre 2016 ha sollevato dubbi sulla credibilità del gruppo di volontari.

Parlando dell’inaffidabilità delle organizzazioni umanitarie siriane su cui i media occidentali fanno affidamento nel reperire informazioni, l’attivista ha definito i White Helmets ‘non credibili’. “Sono stati finanziati dagli Stati uniti, Inghilterra e altri paesi europei. Affermano di salvare civili a est di Aleppo e a Idlib, ma poche persone lì hanno sentito parlare di loro. I Caschi Bianchi sostengono inoltre di essere neutrali ma sono stati colti a trasportare armi o vicini a corpi morti di soldati siriani”, dice Bartlett, oltre a condannare la finzione dei video che documentano i loro salvataggi.

Nonostante la controversia di cui sono protagonisti, anzi forse proprio per questa, i Caschi Bianchi si trovano oggi ad essere in pericolo. Temendo una rappresaglia del regime di Assad, lo scorso luglio circa 500 White Helmets sono fuggiti dalla Siria, aiutati da Israele, per approdare in Giordania in attesa di essere accolti altrove. Paesi europei come Francia, Germania, Inghilterra e Svezia hanno dichiarato di essere disposti ad accoglierne alcuni. Lo stesso faranno i Paesi Bassi i quali però, dopo avere confermato la concessione dello status di rifugiati a 27 diloro,  hanno comunicato di volere sospendere i finanziamenti all’organizzazione entro il prossimo anno.

Il direttore  Raed Alsaleh sostiene di avere l’impressione che il governo olandese stia sospendendo indiscriminatamente gli aiuti al loro gruppo. L’informazione occidentale continua a difendere i Caschi Bianchi mentre i loro detrattori, regime siriano e Russia, continuano a considerarli “organizzazione terroristica”.


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