di Massimiliano Sfregola e Martina V.

 

“Il Regno Unito deve continuare ad essere un membro dell’Unione Europea o deve uscirne?” è semplice il quesito che sta decidendo, in queste ore, il destino europeo dei britannici. Più complesse saranno le conseguenze, e non solo per i sudditi di sua maestà, qualunque sia l’esito delle urne. Brexit or not, insomma, per il vecchio continente da domani nulla sarà più come prima.

I più preoccupati per un’eventuale vittoria del Leave sono i tanti cittadini comunitari residenti nel Regno Unito, tra i quali oltre 500mila italiani ma nel caso inverso, ovvero gli expat britannici nell’UE, la situazione non è più semplice: se vincesse il si, i 2.2 milioni di britannici residenti all’estero saranno da domani extracomunitari e il loro status giuridico negli altri 27 stati membri diventerà un rebus difficile anche solo da immaginare. E loro, i brits d’Olanda, cosa ne pensano? “Tutto dipenderà da come il governo olandese reagirà al cambiamento, ma credo saranno necessari solo piccoli assestamenti di tipo amministrativo” dice Andy Clark, produttore e presentatore britannico a Radio Nederlands Wereldomroep,”forse avranno bisogno di un permesso speciale per continuare a vivere qui e sarà più difficile venire a lavorare, ma chiunque tenga in mano una buona offerta di lavoro o abbia una posizione stabile nei Paesi Bassi non percepirà molti cambiamenti” dice convinto. Andy non ha potuto partecipare al voto perchè sulla base delle regole inglesi è residente all’estero da oltre 15 anni. Lee Hitchcock, invece, è in Olanda da 5 anni. Ed è meno ottimista: “Nel peggiore dei casi non potremo piu’ lavorare nell’Unione Europea senza permesso di soggiorno e nel migliore ci sarà un’amnistia. La prospettiva più realistica è che dovremo affrontare molte difficoltà per continuare vivere nel continente.” Lee ha votato per posta ed è convinto che la partita sia in mano a Londra: “Dipende tutto da come il nostro governo si comporterà con i migranti economici nel Regno Unito ma i problemi maggiori li incontrerà chi vuole emigrare”. A doversi preoccupare, insomma, non sarebbero tanto coloro già in Europa ma quelli che decidessero di lasciare l’isola. D’altronde il Regno Unito è uno dei maggiori partner commerciali dei Paesi Bassi. Dopo Germania e Belgio, è il terzo paese per attività di esportazione, con un giro d’affari annuo calcolato intorno ai 45 miliardi di Euro. Le importazioni targate UK ammontano infatti a 33 miliardi, mentre 400 compagnie britanniche hanno la loro sede nei Paesi Bassi. La questione singolare, in un dibattito che ha dissotterrato patriottismo e nazionalismo nel Regno Unito, è che la folta comunità di britannici all’estero è stata del tutto ignorata dalla madre patria: “Dibattito soprattutto interno, non è stata riservata molta attenzione a chi vive lontano. Anche se i sondaggi sono più o meno alla pari, credo che alla fine il paese deciderà di restare nella UE.” dice Andy. Dello stesso avviso Lee: “ I politici non si sono interessati molto a noi, nemmeno quelli pro Unione Europea. Al contrario, i politici anti UE si sono concentrati moltissimo sui migranti economici nel Regno Unito.”

Che il Leave non potesse trovare grande sponda in chi ha scelto di espatriare sembra logico, meno logico che gli avvocati dello Stay abbiano ignorato dei potenziali alleati che per convinzione o necessità, faranno sicuramente la differenza a proposito di una consultazione che si deciderà, probabilmente, al fotofinish. Andy ragiona a sui sentimenti degli altri connazionali nei Paesi Bassi: “Molti di noi sono sconcertati dal livello di xenophobia che la discussione ha assunto e dalle stupidaggini con cui alcuni politici se ne sono usciti pur di attirare l’attenzione” mentre Lee conclude “Molto dibattito, ma poche polemiche, noi expat ci troviamo più o meno tutti d’accordo sul restare nella UE”. Se il tragico evento che ha portato alla morte della parlamentare laburista Jo Cox convincerà gli indecisi a recarsi alle urne per votare si, permettendo di scongiurare l’ipotesi dell’addio di Londra a Brussel si saprà solo al termine dello spoglio. Certo è che i britannici in Europa sono pronti ad una possibile euro-deriva aldila’ della Manica.