Oltre la metà dei bambini richiedenti asilo nei Paesi Bassi, dopo la modifica della legge, hanno ottenuto il diritto di rimanere nei Paesi Bassi. In totale, 569 bambini su 1.100 hanno ricevuto un permesso di residenza, insieme a 502 membri adulti della loro famiglia, ha detto la sottosegretaria alla giustizia Ankie Broekers-Knol mercoledì.

I casi di 263 bambini sono stati sottoposti a una revisione automatica, dopo che una maggioranza parlamentare ha concordato di ammorbidire i criteri nel tentativo di mettere fine alla situazione insostenibile di centinaia di minori in Olanda.

Di questi 263 casi, 235 hanno ottenuto la residenza. Inoltre, il ministero sta vagliando il caso di altri 837 bambini che non facevano parte della lista di revisione automatica. La maggior parte di questi casi è stata respinta, ma 334 bambini hanno ottenuto un permesso di residenza, ha affermato Broekers-Knol. La maggior parte dei bambini che non si sono qualificati non vivevano nei Paesi Bassi da almeno cinque anni, non avevano fatto domanda prima di aver compiuto 18 anni o non avevano in sospeso una domanda d’asilo.

In questo modo, secondo il ministero, tutti i casi pendenti sono stati ora risolti. E da ora, vorrebbe il governo, le procedure saranno lampo, così i bambini non “potranno radicarsi in Olanda” e chi non ha titolo potrà essere espulso più in fretta. L’Olanda è maglia nera in Europa per il trattamento dei bambini rifugiati: l’espulsione di minori nati in Olanda e senza radicamento nei paesi d’origine dei genitori, è stata a lungo pratica diffusa.

La questione ha messo ha rischio la tenuta del governo che a gennaio 2019 si è spaccato su come risolvere la faccenda: la destra nettamente contraria, i partiti cristiani a favore.