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Humphrey Mijnals, quella rovesciata che ha scritto la storia

di Riccardo Aulico

Sono oggi 154 anni dall’abolizione della schiavitù nei Paesi Bassi e il Keti Koti è una festa della memoria antillana e surinamese, quell’angolo buio della storia olandese ignorato da molti nei Paesi Bassi perchè rievoca termini come razzismo, schiavitù e segregazione. Un murales racchiude in pochi colori quella storia tragica e cosi impopolare in Olanda: si trova ad Utrecht ed è stato disegnato sulla parete di un anonimo campo di basket di periferia.

“Humphrey Mijnals” recita la scritta apposta sopra la sagoma di un calciatore impegnato in una rovesciata. Chi è Humphrey Mijnals?

Nato nel 1930 in Suriname, Mijnals è un ex calciatore surinamese approdato in Olanda nel 1956, per giocare presso l’USV Elinkwijk. La squadra è oggi un club dilettantistico ma nell’anno dell’arrivo di Mijnals era riuscito ad ottenere la promozione nella neonata Eredivisie.

Da Paramaribo insieme ad Humphrey arrivarono altri giocatori: il fratello Frank Mijnals, Michel Kruin, Erwin Sparendam e Charly Marbach. Si trattava dei primi 5 calciatori surinamesi a giocare in Europa. Venivano chiamati il “Klavertje vijf”, ovvero il Pentafoglio per indicare la straordinarietà della spedizione surinamese.

Mijnals non fu solo tra i primi cinque surinamesi ad approdare nel campionato professionistico olandese ma colui che sollevò la questione razziale nella nazionale dei Paesi Bassi: dure dichiarazioni alla stampa contro i criteri razzisti del c.t. nella scelta di giocatori neri gli sono costate il posto in squadra ma lo hanno poi consacrato nel pantheon degli eroi della comunità surinamese.

La rovesciata raffigurata nel murales sono stati quei pochi secondi che hanno scritto la storia: quel capolavoro tecnico, raccontato in italiano da Edoardo Molinelli su MinutoSettantotto ha segnato l’esordio del giocatore in nazionale e la prima volta assoluta per un calciatore di origini surinamesi in Olanda. Quella rovesciata non è stata solo una prodezza ma il gesto di un pioniere per eccellenza del calcio surinamese in Europa e in Olanda. Ci sono voluti, infatti, 21 anni dopo il suo esordio per poter rivedere un altro giocatore originario del Suriname con la casacca arancione. Da lì in poi una grande tradizione di campioni di origini surinamesi ha fatto la fortuna del calcio olandese, da Gullit a Kluivert, Davids e Seedorf.

La storia di Mijnals unisce calcio ed integrazione ed è per questo che quella sua rovesciata è ben presto diventata un simbolo, un’icona della lotta al razzismo e alla discriminazione ancora attuale nello sport e nel calcio olandese. Mijnals è stato il primo ad affrontarli fuori e dentro il campo, quando anche solo parlare di integrazione era ancora un tabù, ed è per questo che quel campetto nella periferia di Utrecht, città che ha lanciato la sua leggenda e che oggi gli è riconoscente, è una cartolina dal passato e un monito per le nuove generazioni: lo sport unisce, permette di andare oltre le barriere culturali e sociali e lo fa laddove ce n’è più bisogno. Mijnals ne è ancora oggi testimone.

 

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