CoverPic@Nijs, Jac. de / Anefo | Source: Nationaal Archief | License: CC BY-SA 3.0

Passeggiando per Schinkelbuurt ad Amsterdam Zuid capita di imbattersi in uno strano edificio di quattro piani che è stato ristrutturato da pochissimo. Da fuori si vedono lunghissimi corridoi e tante porte che si inseguono una dopo l’altra.

Una cupola in vetro a otto lati al centro di una costruzione a croce non lascia molto spazio alla fantasia. La forma è la stessa di quella incastonata tra Max Euweplein e il Casinò a Leidseplein: si tratta di un carcere.

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Da prigione a rifugio per i richiedenti asilo

Ad Havenstraat 6, poco lontano da Vondelpark, nel 1890 venne costruita una prigione: al tempo la casa circondariale, costruita in quello che allora era il comune ancora rurale di Nieuwer-Amstel, era considerata fuori città. Solo vent’anni dopo, grazie alla velocissima crescita di Amsterdam, la prigione si trovò ad essere inglobata dagli altri edifici.

Nel 1940, poco prima dell’occupazione nazista, il complesso venne rinominato Casa di detenzione II, proprio per distinguerla dalla prigione numero I a Kleine-Gartmanplantsoen 14, a pochi metri da dove oggi c’è il Paradiso sul Weteringschans, la cui capacità era ormai al limite.

Tra i suoi più “illustri” ospiti figuravano anche Johannes Kleiman e Victor Kugler, aiutanti della famiglia di Anne Frank che invece, quando fu arrestata, fu portata proprio a Weteringschans. I due, come nei migliori film, riuscivano a comunicare tra di loro battendo sui tubi di riscaldamento e sopravvissero entrambi alla guerra.

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Negli anni ’50, per far fronte al costante aumento della popolazione carceraria, il Ministero di Giustizia pensò di costruire una nuova ala. Il comune di Amsterdam si rifiutò e propose in cambio un pezzo di terra in quella che allora era estrema periferia. E così che negli anni ’60 venne costruita la prigione di Bijlmerbajes a Overamstel.

Quando il carcere di Bijlmerbajes entrò in funzione, Havenstraat fu chiusa. La cosa durò solo una decina d’anni perchè anche il carcere a Overamstel non aveva celle sufficienti. 

La casa circondariale II venne chiusa definitivamente solo nel 2013 per tagli al bilancio ed è stata utilizzata per un paio d’anni come rifugio temporaneo per i richiedenti asilo.

Another brick in the wall?

Nel marzo 2017 gli spazi sono stati acquistati da The British School, che ha deciso di rinnovare completamente l’edificio. Paul Morgan, direttore dell’esclusiva scuola nata in un salotto di Amsterdam 40 anni fa, confessava a Het Parool di “aver vinto alla lotteria” perché era da quindici anni che cercava un nuovo spazio che potesse accogliere i suoi mille studenti.

A nulla sono valse le proteste dei residenti che alcuni anni fa sporsero denuncia contro il cambiamento d’uso dell’ex prigione. Alcuni proprietari delle case di Oud-Zuid, oggi una delle zone più esclusive della città, temevano che i ragazzi in cortile avrebbero fatto troppo rumore e che una scuola avrebbe provocato ancora più congestione del traffico al mattino e inquinamento dell’aria. Ma il giudice ha deciso di non accogliere le richieste e ha archiviato il caso.

Nell’ex carcere inoltre sono state girate scene della serie televisiva Vrouwenvleugel, che racconta la vita di alcune detenute. Ora, che ufficialmente manca poco più di un mese dall’inaugurazione della scuola, bisogna sperare che gli anglofoni rampolli dell’Amsterdam bene non si lascino ispirare dal video di un pezzo famoso qualche tempo fa.