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ART

Huis Marseille compie gli anni: la casa delle bambole e quella sul canale

Un'installazione di casa delle bambole basata sulla storia di Huis Marseille



Il 18 settembre 2019 il Museo Huis Marseille per la fotografia ha compiuto 20 anni. Questo anniversario è stato celebrato con un libro speciale: in Een huis genaamd Marseille (Una casa chiamata Marseille) Caroline Hanken descrive la storia della vita di due case di Keizersgracht, i civici 399 e 401 che oggi ospitano le sale del museo.

La biografia di uno dei due residenti ha ispirato l’artista giapponese Chikako Watanabe nel creare l’installazione The Third House Owner: Wouter Valckenier, che ha vissuto al numero 401 dal 1683 fino alla sua morte nel 1707. Nel video di Watanabe egli vaga per le gallerie con la sua “gonna giapponese”, riflettendo su tutto ciò che gli è accaduto dalla morte della moglie al litigio con il suocero. In un flusso del tutto personale, Watanabe intreccia queste immagini con quelle di una fabbrica – che produce sapone di Marsiglia con metodi tradizionali – insieme con le acque torbide dei canali di Amsterdam e i mari blu del Mediterraneo, il gesso bianco dei calanchi lungo la costa di Marsiglia e le monete che nascondono un sigillo: un riferimento alla Focaea, la città dell’antica Grecia da cui avventurosi navigatori fondarono la colonia di Massalia, l’odierna Marsiglia.

In questo modo evoca un’immagine ricca dei vari fili che convergono su Huis Marseille. L’installazione originale di Watanabe è stata esposta per la prima volta nella galleria al piano terra di Huis Marseille nel 2018. In occasione dell’anniversario del museo, Watanabe presenta ora una versione di questa installazione a Keizersgracht 399, ispirata alla famosa casa delle bambole realizzata per la moglie del ricco mercante, Petronella Oortman e ora parte della collezione del Rijksmuseum. Utilizzando lo stesso rapporto di 1:9 Watanabe ha realizzato versioni in miniatura di tutto.

L’originale casa delle bambole commissionata da Petronella, realizzata a mano con dettagli straordinari e completamente arredata con materiali costosi, all’epoca era costosa come una vera e propria casa sul canale. Un dettaglio bizzarro: la stanza principale della casa delle bambole della Petronella e la “sael” di Keizersgracht 399 si assomigliano, non solo per colore e atmosfera, ma anche perché il dipinto del soffitto di entrambe le stanze è stato realizzato dallo stesso artista: Johannes Voorhout.

Chikako Watanabe (1969) è nata a Kariya in Giappone. Durante il suo Master presso il dipartimento di ceramica della Kyoto City University of Arts ha partecipato ad un progetto sull’AIDS gestito da Artscape a Kyoto. In quel frangente osserva che i manifesti olandesi mostravano uno stile completamente diverso da quello dei paesi vicini e rimase affascinata dai Paesi Bassi e dagli olandesi. Nel 1995 Watanabe si è trasferita nei Paesi Bassi e da allora vive e lavora ad Amsterdam.






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