The Netherlands, an outsider's view.

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Belgio, Gender Gap: il paese retrocede nella classifica europea

Il Belgio retrocede nella classifica Gender Gap europea: il paese si colloca al nono posto. Secondo L’EIGE (Istituto Europeo di Uguaglianza tra Uomini e Donne), l’Unione Europea sta procedendo troppo lentamente nel cammino verso la realizzazione della parità dei sessi. Con questo andamento, non si raggiungerà un’effettiva eguaglianza prima di 60 anni, riporta RTBF.

Carlien Scheele, direttrice dell’EIGE, ha dichiarato: “Abbiamo registrato progressi continui e modesti, di anno in anno. Questa volta invece siamo preoccupati: il Covid sta minacciando gravemente la progressione verso i pari diritti“.

 

Punteggio: 67,9 / 100

Secondo l’ultima ricerca di questo istituto, l’Unione Europea è cresciuta di mezzo punto ogni anno, fino a raggiungere quest’anno un risultato di  67,9 su 100. Con un punteggio di 71,4 e una progressione di appena 2,1 punti dal 2010, il Belgio si trova nono nella classifica europea: indietro di un posto rispetto all’anno scorso e di quattro posti rispetto a dieci anni fa.

Nonostante gli esiti positivi in termini di retribuzioni, sanità ed educazione, il Belgio ha subito un calo per quanto riguarda la concessione di giorni liberi. Il Paese pecca, come altri membri dell’Unione Europea, nella partecipazione delle donne ai processi decisionali del governo (politica, economia, media, ricerca, sport). A questo riguardo, la progressione più importante si osserva nell’ambito dei settori industriali: un buon equilibrio uomo-donna lo hanno raggiunto i consigli di amministrazione.

 

Smartworking, un rischio per le donne

I valori Gender Gap di quest’anno in Belgio, pongono particolare attenzione sulle conseguenze dello smartworking per entrambi i generi. Le donne, secondo l’Istituto Europeo, corrono un rischio, maggiore rispetto agli uomini, di essere rimpiazzate dalla tecnologia artificiale.

La commissaria europea per i pari diritti e opportunità, Helena Dalli, ha chiesto di mettere in atto integralmente la strategia europea a favore dell’uguaglianza tra i sessi, inserita quest’anno per i prossimi cinque anni a seguire.

 

Aumento di contratti part-time per le donne

Quasi la metà (46%) delle lavoratrici che hanno a casa dei figli piccoli, si adattano organizzandosi in base al loro lavoro; contro solamente il 22% degli uomini nella stessa situazione. Il più delle volte si tratta di lavorare meno ore: il 24% delle giovani madri prende questa decisione, contro il 6% dei giovani padri.

Il nuovo governo promette di portare a 20 giorni il congedo di nascita per i padri e le loro consorti. L’Istituto accoglie con favore questo provvedimento. Inoltre, il congedo di nascita obbligatorio dovrebbe alleviare la pressione che spinge a dare priorità al lavoro“, afferma in un comunicato stampa.