The Netherlands, an outsider's view.

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EU

UE: contenuti online amplificano la minaccia del terrorismo

Per l’Unione Europea la lotta contro il terrorismo, che si presenta come minaccia anche online, è diventata una priorità.  Madrid 2004, una serie di esplosioni coordinate nei treni pendolari ha ucciso 191 persone. Un attacco di violenza senza precedenti. In un colpo solo, gli spagnoli, e con loro tutti gli europei, si rendono conto che possono essere il bersaglio di attacchi su larga scala, come quello di New York.
Da allora l’Europa vive sotto la minaccia del terrorismo. Dopo Madrid, c’è stata Londra nel 2005. Parigi nel 2015, con gli attacchi alla redazione di Charlie Hebdo e più tardi al Bataclan. O Bruxelles nel 2016. “L’Europa è stata oggetto di attacchi pianificati e pensati da Al Qaeda, in primo luogo, e Daech, in secondo luogo”, spiega Gilles De Kerchove, coordinatore antiterrorismo dell’Unione Europea. “Questi terroristi sono persone che vivono nel nostro paese. Sono i nostri cittadini”, aggiunge, come riporta RTBF.

Terrorismo islamista, una minaccia in evoluzione

Ma gli attacchi recenti, come la decapitazione del professor Samuel Paty o la sparatoria a Vienna, sono più difficili da sventare perché sono effettuati da individui isolati, senza alcuna rete. “Ora la questione è davvero molto più complessa. Questi terroristi sono persone che vivono nel nostro Paese. Si stanno radicalizzando e stanno cedendo alla violenza. Cercando di rivendicare la responsabilità delle loro azioni, con riferimento a un’ideologia mortale. Ma questa ideologia, si riferisce a una visione del mondo in bianco e nero: regressiva, molto omofobica, misogina e razzista”. Il rapporto 2020 di Europol sul terrorismo, colloca il terrorismo di ispirazione islamista come la prima minaccia più preoccupante.

Terrorismo di estrema destra, una minaccia crescente

Al secondo posto, si collocano gli attacchi di estrema destra. Un gran numero di gruppi o individui suprematisti, condivide l’idea di supremazia dell’uomo bianco. Nel loro mirino ci sono ebrei, stranieri, donne o politici a favore di una società multiculturale. “La minaccia dell’estrema destra ci preoccupa perché sta crescendo. Durante il lockdown c’è stata un’esplosione di contenuti violenti di cospirazione estremista di destra sul web. E ne abbiamo lette di cose assurde: tipo che il virus era stato creato dagli israeliani che aveva già un vaccino pronto. E che così potevano controllare il resto del mondo, avendo tutte queste misure limitanti la libertà di movimento”. Secondo de Kerchove, questo miscuglio di teorie è una seria fonte di preoccupazione. A cui si aggiunge la questione della disinformazione guidata da Stati terzi: cercano di amplificare i problemi delle nostre società, trasmettendo il messaggio di un’Europa islamofobica.

La lotta al terrorismo su Internet, una priorità europea

L’Unione Europea sta lavorando ad un progetto che eliminerebbe tutti i contenuti online, relativi al terrorismo. Ma il Coordinatore antiterrorismo punta ad un obiettivo forse più importante: la nuova normativa sui servizi digitali (Digital Service Act) che la Commissione Europea presenterà a dicembre. ” Ci sono contenuti legali, chiamati borderline, che possono portare alla radicalizzazione. Gli algoritmi delle grandi piattaforme online, propongono pagine che attirino chi naviga nel web, conducendo le persone a contenuti “proibiti”, da cui per natura sono attratti. Secondo de Kerchove, questo inciterebbe la violenza, proprio come certi giochi online. Questi due progetti legislativi dovrebbero aggiungersi agli strumenti dell’Unione europea nella sua lotta al terrorismo.