In Olanda, gli studenti dell’associazione studentesca LKvV, hanno inviato una lettera al ministro degli Affari interni, Kasja Ollongren. La loro richiesta è di di assicurarsi il diritto di poter alloggiare nei centri città. “In tutte le città studentesche dei Paesi Bassi, gli studenti sono il cuore pulsante della città stessa. Ma i comuni li stanno cacciando, costringendoli a cercare un alloggio fuori dal centro”, dichiarano i portavoce dell’associazione studentesca, come riporta NLTimes.

in Olanda, il Piano d’Azione nazionale per l’edilizia residenziale degli studenti, creato dal governo, aveva l’obiettivo di ridurre la carenza di alloggi per studenti. Questo, però, significa che i comuni stanno rendendo sempre più difficile agli studenti di poter abitare nei centri, usando la scusa della “vivibilità”.

Lo scorso anno, nella città di Leiden, il comune ha vietato la possibilità di adibire ad alloggio condiviso, una sistemazione singola. Ora, solo il 20% delle abitazioni del centro può essere abitato da due o più studenti. Eindhoven ha inserito la “regola dei 30 metri“: una casa non può essere divisa per l’affitto di una stanza, se una proprietà simile in affitto si trova entro i 30 metri. “Centinaia di studenti sono costretti ad abbandonare le loro case”. Amsterdam vuole impedire anche la divisione delle case in stanze. Rotterdam non vuole più concedere permessi di abitazione agli studenti nei quartieri, per un anno. “Politiche simili sono in fase di elaborazione anche negli altri comuni, sempre sotto la scusa di aumentare la ‘vivibilità'”, dichiara l’associazione studentesca.

“Noi, sostenitori di 48 associazioni studentesche e di più di 44mila studenti, chiediamo che gli studenti non perdano il legame diretto con la loro città. Vogliamo che gli studenti vengano trattati come tutti gli altri residenti dei centri urbani“, afferma la LKvV nella lettera inviata a Ollongren. “Chiediamo che le abitazioni studentesche siano preservate e ampliate, in modo che la città rimanga unita”. Gli studenti non devono diventare passanti o cittadini stranieri nella loro città studentesca, ma devono sentire di appartenerle“.